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Sulla Ringstrasse tra arte e cultura

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Sono tantissime le curiosità legate all’anello viario, diviso in sette segmenti. Ad esempio qui ci sono state parecchie prime volte: l’elettricità, la ferrovia urbana, il semaforo, lo stile dei palazzi, gli hotel di lusso, i giardini pubblici. Percorrerlo a piedi è possibile, anzi è pure consigliato grazie alla capacità di notare i dettagli che sfuggirebbero altrimenti oppure per fare qualche sosta ristoratrice nei caffè d’epoca o sulle panchine dei parchi. C’è anche un nuovo modo in città: il tour con la Polaroid a noleggio e con guida esperta in fotografia, per cogliere al meglio le sfumature, i particolari e le rifiniture che si incontrano (info www.polawalk.com). L’importante è che il giro del Ring sia fatto a tappe, dato che è lungo 5 chilometri. Si può iniziare vicino al teatro dell’Opera, a due passi dal centro, punto nevralgico e incrocio importante per Vienna. Essendo nel cuore della città, si capisce subito il volere dell’Imperatore, che nel 1857, quando la popolazione stava aumentando ed era in cerca di spazi abitativi, ordinò di abbattere le antiche mura che avevano protetto la sua capitale e trasformare l’aerea addetta alle esercitazioni militari in un viale di connessione tra i sobborghi e il centro, presidiato da edifici di carattere pubblico. Forse Franz non immaginava le ripercussioni di questa decisione: non solo urbanistiche e logistiche, ma anche architettoniche e soprattutto sociopolitiche, in quanto l’appalto fu pubblico, per la prima volta, si vendettero i terreni ricavati anche dalla regolamentazione del Danubio al miglior offerente a caro prezzo, con i ricavi si ottennero i soldi per creare i palazzi pubblici, e alla gara d’appalto parteciparono architetti, imprenditori e industriali, borghesi, a discapito dei nobili.
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Furono proprio questi nuovi ricchi a rendere Vienna la città artistica e culturale che è: fondarono molte associazioni che avevano sede proprio sul Ring e infusero linfa vitale ai nuovi talenti, come Gustav Klimt o Johann Strauss. È il tempo del valzer, dei dipinti dorati, dei grandi balli di corte, delle collezioni d’opere varie. Centro nevralgico è sempre stato il Teatro dell’Opera di Stato, il primo primi edificio ad essere finito, inaugurato con Don Giovanni di Mozart. Da allora è il tempio della cultura, con il suo stile rinascimentale, le grandi fontane al lato e lo scalone interno, oltre che ad offrirsi come punto di orientamento ideale. Due anni dopo, il 1 maggio 1865, venne inaugurato ufficialmente quello che è un abbraccio alla città, un viale circolare che è insieme arteria del traffico, attrazione turistica, sede di grandi eventi. Oltre che un museo a cielo aperto: qui si susseguono Parlamento, Municipio, Burgtheather, 
Università, il Museo di Storia naturale, il Kunsthistorisches Museum. E poi chiese, parchi, costruzioni particolari, altri teatri, caffè, hotel storici e negli immediati pressi altre istituzioni come la Secessione, museo-sede della branchia artistica con Klimt. 
Dopo il teatro dell’Opera, proseguendo verso il Municipio si trova subito il parco Burggarten: qui Napoleone distrusse le mura cittadine in segno di sfregio e poi gli Asburgo ci fece il loro giardino privato, rimasto così fino a poco dopo la morte dell’Imperatore. Poi è stato trasformato in parco pubblico, con le antiche serre, le statue di Mozart e di Francesco Giuseppe, la stessa cancellata di 150 anni fa. Da qui partiva il quartiere dei ricchi, con edifici tipici e con i marciapiedi di pavè dove passeggiavano, come dicevano i viennesi, i castori e gli zibellini, ovvero chi indossava pellicce costose. Si è alle spalle dell’Hofburg, il palazzo imperiale, e la Heldenplaz offre una panoramica della zona, dalla Chiesa Votiva e del Municipio, oltre alla NationalBibliothek. Di fronte c’è la Maria Theresien Platz, dominata dall’imponente statua dell’Imperatrice circondata dai suoi generali a cavallo e con due edifici dirimpettai uguali e destinati alle collezioni artistiche.
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Sono il Museo di Storia Naturale, che ospita fino al 2 marzo 2015 una mostra sui Mammut che furono ritrovati persino da queste parti, alcuni resti proprio su quello che è diventato il Ring, presso il maestoso Burgtheater,  e il Kunstihistoriches Museum, uno dei luoghi più affascinanti della Vienna Culturale. Già lo scalone interno, dominato da un trompe l’oeil dedicato al Rinascimento Italiano e con un capolavoro del Teseo di Antonio Canova, è impressionante: il museo, testimone del competente mecenatismo 
degli Asburgo, è uno dei maggiori d’arte europei con una sezione dedicata agli Egizi, una alle antichità greco-romane e soprattutto una Pinacoteca di inestimabile valore. Qui ci sono opere di Raffaello, Tintoretto, Caravaggio, Tiziano, Van Dyck, Bruegel, Rembrandt, Rubens, Dürer e Velázquez, al quale fino al 15 febbraio è dedicata una mostra speciale. All’interno da visitare è anche la Kunstkammer, la camera dei tesori e delle meraviglie degli Asburgo, una serie di oggetti preziosi come la celebre Saliera di Benvenuto Cellini. Siamo nel quartiere dei musei e  il Kunstihistoriches è una delle tappe obbligate di chi visita il Ring. Dopo aver dato uno sguardo dalle finestre del grande palazzo alla piazza sottostante e al viale, si può riprendere il cammino verso le altre sorprese, tra caffè, teatri, edifici, sedi di associazioni e quant’altro si trova sulla Ringstrasse.
Dove mangiare: Vestibül, Burgtheater, Universitätsring 2, 1010 Vienna, www.vestibuel.at. All’interno dello storico teatro, una “brasserie viennese” tipica gestita dallo chef de cuisine Christian Domschitz, diventata uno dei punti d’incontro più amati in città. Tra tradizione e innovazione, piatti d’alta qualità con ingredienti stagionali. D’estate anche tavolini all’aperto, affacciati sulla Ringstrasse.
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Foto di Sonia Anselmo,  ©Wien Tourismus/Christian Stemper, ©Wien Tourismus/Lois Lammermebek, ©Wien Tourismus/Peter Rigaud
Info www.vienna.info
In collaborazione con www.vienna.info e www.austria.info

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