Il Rinascimento va in scena a Loches

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Prima di salire sulla collina, però, è di rigore un giro per Loches per curiosare nel mercato e per ammirare nell’antica chiesa di Sant’Antonio i dipinti di Caravaggio: sarebbero stati comprati da un ministro di Enrico IV e sistemati dietro l’organo, nonostante i test affrontati dicano che risalgono al Seicento, molti dubitano ancora che sia davvero opera di Michelangelo Merisi. Comunque sia, un’occhiata ai due dipinti non fa male, visto che sono uno dei vanti della città. Come quello di aver avuto il privilegio di diventare municipio da Francesco I in persona: la torre di Sant’Antonio, antico campanile della chiesa, lo ospita da allora e suggerisce il perchè questa è una città consacrata al re. Vide due avvenimenti storici importanti: nel 1523 il conestabile Carlo di Borbone tentò una congiura, fu arrestato e imprigionato nella torre, mentre il 12 dicembre 1539 Francesco incontrò qui Carlo V. E proprio ai due sovrani è dedicata la mostra che fa parte delle celebrazioni per l’anniversario: si svolge nel castello di Loches fino al 30 settembre 2015. Per sapere i dettagli sul programma dei festeggiamenti in tutta la Valle della Loira www.francois1er.org.
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L’imperatore, partito dalla Spagna, stava andando a punire una rivolta scoppiata a Bruges, nelle Fiandre e avrebbe attraversato la Francia. Il Valois colse l’occasione per far vedere il suo regno, i castelli e cercare di impressionare il rivale. I due, estremamenti diversi fisicamente e per carattere, si stimavano molto anche se sono stati per anni su opposte barricate, amici-nemici a seconda delle questioni politiche. A Francesco pare non andasse giù il fatto di non essere stato nominato Imperatore, al posto di Carlo, che peraltro lo fece prigioniero dopo la sconfitta a Pavia: fu liberato dietro pagamento di riscatto, riunciando ad alcune rivedicazioni su territori e lasciando in ostaggio i due figli. Seguirono rappacificazioni e altre lotte, in un’altalena quasi interrotta nei loro rapporti. Eppure a Loches i due si incontraro senza rancore, anzi con voglia di stupirsi a vicenda: Francesco portò Carlo anche negli altri castelli, come Amboise e Blois, ma lo accolse qui. Oggi l’antico palazzo, inserito in un villaggio racchiuso da mura,  di case, vicoli, chiese dello stesso periodo, è diviso in due parti ben distinte: la fortezza del Trecento voluta da Luigi d’Orleans, fratello del Carlo V francese, che si stabilì qui, a sud della Loira, e l’ala rinascimentale, più ornamentale, costruita e decorata da Carlo VIII dopo le campagne d’Italia, e quindi ispirata alla nostra arte e architettura. All’interno le sale rivelano la mostra sui due sovrani. Tutto sembra messo a confronto: simboli,
stemmi, ritratti. Si raccontano sia le battaglie che l’accoglienza. Peraltro, ogni stanza dove è ospitata l’esposizione ha la sua storia: come quelle dove visse Agnes Borel, la favorita di Carlo VII a cui diede quattro figli, molto amata a Loches, o come l’oratorio dove Anna di Bretagna veniva a pregare, ma che è stato anche carcere di un capitano della  guardia reale, rinchiuso qui per tre anni. In fondo, la piazzaforte di Loches è stata una prigione di Stato per tanti personaggi. Soprattutto nel vicino mastio, alto 36 metri, tra i più imponenti della sua epoca, costruito nel 1013 e perfettamente conservato.
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Modello d’architettura militare, è stato trasformato in prigione da Luigi XI. Per arrivarci, lasciato il palazzo rinascimentale,
si attraversa il piccolo villaggio e i giardini e poi si affronta interminabili scale. Nella torre si scende fino alle segrete, a venti metri sotto terra, passando tra sale dedicate alla tortura, una riservata alla storia della congiura del padre di Diana de Poitier, graziato da Francesco I per intervento della figlia, poi amante di Enrico II, e altre prestate all’esposizione multimediale della mostra in corso nel palazzo principale. La sopresa è però la stanza dei graffiti: qui è stato incercerato Ludovico Sforza il Moro, duca di Milano. Essendo un prigioniero illustre aveva la possibilità di girare libero nella torre e nel giardinetto interno, ancora oggi perfettamente in stile medievale, e aveva il privilegio di una latrina personale, ma allo stesso tempo era richiuso: ci rimase quattro anni, diede sfogo alla sua frustazione dipingendo stelle e altri disegni sui muri e morì qui nel maggio 1508. Lasciate le pene degli imprigionati e risaliti a rivedere il sole, si scopre una terrazza da cui si gode tutta la vista su Loches, cittadina reale amata dai re di Francia e icona rinascimentale.
Dove mangiare: La Gerbe d’Or, 22 rue Balzac, 37600 Loches. In pieno centro, si mangia sotto un pergolato di glicini. Cucina tradizionale, anche d’ispirazione rinascimentale, carne, pesce, vegetariano su richiesta, ottimi i sorbetti fatti in casa.
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Info: www.chateau-loches.fr, www.visaloire.com, www.rendezvousenfrance.com
In collaborazione con www.rendezvousenfrance.com

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