Idrija, mercurio e merletti

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Una vita dura e difficile, dove gli uomini si portavano qui anche da mangiare, spesso solo un tozzo di pane, e riuscivano a vedere la luce del sole solo dopo aver salito più di mille scalini. Ai tempi scavarono circa 700 chilometri di gallerie, alcune delle quali raggiungevano 400 metri di profondità, ora abbandonati. Dopo cinque secoli di attività continua, la miniera ha chiuso i battenti: qui si trova il mercurio sia nella forma liquida che come minerale di cinabro. 
Secondo la leggenda, un artigiano immerse un  mastello nel ruscello e quando volle sollevarlo quasi non riuscì a spostarlo. Dentro c’era il mercurio, un metallo liquido con tale spessore che un pezzo di ferro galleggiava sopra come se fosse un tappo di sughero. Solo alcuni anni dopo la scoperta, che avvenne nel 1490, cominciaro le escavazioni che portano tanta richezza e fama a Idrija.
La città festeggia ancora il 22 giugno del 1508 quando fu trovata la roccia con più alta presenza di cinabro, proprio vicino alla galleria di Antonio, che peraltro è sotto la città. Invece nel luogo dove il mastellaro fece la sua scoperta fu costruita la chiesa della Santissima Trinità: all’inizio era una piccola cappella in legno, nel Seicento fu ristrutturata e arricchita in stile barocco, sempre mantenendo i colori tipici dei minatori, rosso, oro e argento.
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Con lo sviluppo nel Cinquecento della miniera, piano piano si ingrandì la città in superficie con le tipiche case dei minatori e le quattro piazze principali. Come piazza Arazio, la più antica, detta anche piazza Vecchia, con i suoi edifici che erano deposito di grano (i minatori venivano pagati in parte in denaro e in parte in cereali, per evitare che spendessero tutto in alcool e non portassero cibo a casa), il teatro più storico della Slovenia, una fontana barocca e alcuni tigli, piante simbolo della città. Poco lontano 
la piazza nuova, degli anni Cinquanta del Novecento, abilita a ospitare l’orchestra locale di fiati e i vari festival culturali come quello di agosto, famoso per gli appuntamenti internazionali di danza, teatro, fotografia e circo. Qui un tempo c’era la campana di Santa Barbara che suonava alle tre per svegliare gli operai, che avevano i turni dalle 4 alle 4. Una breve passeggiata in centro porta al castello Gewerkenegg: costruito tra il 1522 e il 1533, era la sede amministrativa della miniera e abitazione del direttore dei lavori, ma avrebbe potuto anche servire da fortezza in caso di assalto di nemici. Oggi è un elegante palazzo con un vasto cortile tutto disegnato di giallo e ospita l’interessante museo civico della città, che racconta la miniera ma anche l’altra preziosa attività di Idrija: la produzione del merletto.
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Celebre in tutto il mondo, era un lavoro a cui le mogli dei minatori, stanche di aspettare i loro uomini e dopo le faccende domestiche, si dedicavano magari in strada, davanti ai portoni, chiacchierando e spettegolando con le vicine, portando qualche contributo al bilancio familiare una volta venduta la creazione. Famoso già dal Seicento, il merletto di qui è arrivato a casa di nobili di tutta Europa, di Papi e re e ora porta il marchio geografico, un titolo che premia soltanto le opere di prima qualità. Artigianato e arte insieme per plasmare un capolavoro che unisce abilità, pazienza, fantasia, tradizione e cultura. Si facevano elaborate tovaglie, biancheria, scialli. Oggi che la moda è cambiata si è evoluto anche il merletto, andando a impreziosire abiti, gioielli e persino scarpe o viene unito a pietre semipreziose, come fa la signora Anzelm che ha il suo laboratorio all’interno del cortile del castello. Idrjia ha anche una prestigiosa scuola di merletto dove tutte le bambine e le ragazze di zona vengono ad imparare questa antica arte. La città è sempre stata avanti in fatto di istruzione rispetto al resto della Slovenia: qui fu creato il primo liceo di tutto il Paese, nel 1901. Nella scuola elementare studiò per pochi anni Pier Paolo Pasolini da bambino quando visse a Idrjia dopo il trasferimento del padre negli anni Trenta e  la città era parte del Regno d’Italia. Ora a 
ricordare il poeta c’è una targa sul muro della casa dove abitò. Una curiosità da aggiungere al mercurio e ai merletti nel scoprire Idrija.
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Foto Sonia Anselmo, www.slovenia.info- Dunja Wedam

Info www.visit-idrija.si/en/
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n collaborazione con www.slovenia.info

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