Gaudente e spirituale Olomouc

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Alla bevanda nazionale Olomouc dedica una grande festa ad ottobre, che sta rivaleggiando in popolarità e allegria con l’Oktoberfest di Monaco di Baviera. È una delle innumerevoli manifestazioni che si svolgono durante l’anno qui, dalle fiere floreali ai festival teatrali e musicali, dalle ricostruzioni storiche ai mercatini natalizi. Così descritta, Olomouc sembra soltanto godereccia e profana, quando invece è ricca di spiritualità con le molte chiese, cappelle e duomi che sorgono nel suo centro. Basta una passeggiata e si incontrano in rapida successione alcuni dei monumenti più importanti della zona: la chiesa di San Michele, barocca e riccamente decorata, caratterizzata da tre cupole; la cappella di San Giovanni Sarkander, in stile neobraocco, costruita al posto dell’ex carcere per conservare lo strumento con il quale fu torturato il Santo Patrono della Moravia; la chiesa di San Maurizio, gotica on l’organo più grande dell’Europa centrale, risalente al  1745. Poco distante, in posizione dominante, la cattedrale di San Venceslao, imponente, gotica con la torre più alta della Repubblica Ceca, sede dell’arcivescovo che abitava nell’attiguo palazzo della dinastia dei Premislidi, che fino al Trecento furono i re della zona. Oggi è il ricco Museo dell’Arcidiocesi: dai resti del castello romano  e della cappella di Santa Barbara, si passa ad ammmirare le successive ristrutturazioni nei secoli, fino all’ultima del 1999, che l’ha reso  moderno e pratico da visitare. Dentro, una pinacoteca invidiabile con opere d’arte dal Seicento in poi, una parte dedicata a Wolfang Amadeus Mozart, che si visse e si esibì a Olomouc, una carrozza d’epoca di un cardinale e tantissimi altri tesori. Senza contare che in queste stanze abitò Francesco Giuseppe I: l’imperatore asburgico venne incoronato proprio qui nel 1848, a diciotto anni d’età. Ma tornando in centro, nel cuore di Olomouc, nella piazza Hornì, che si scoprono altre meraviglie. Prime tra tutte, la Colonna della Santissima Trinità:  dichiarata Patrimonio dell’Umanità, fu iniziata nel 1716 per commemorare la salvezza dalla peste, i lavori durarono una quarantina d’anni e rappresenta in tre piani uno sopra l’altro sculture di santi, apostoli e le personificazioni delle virtù.
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In cima, il gruppo scultoreo è dedicato all’Assunzione della Madonna, mentre alla base c’è una piccola cappella. La colonna fu consacrata alla presenza di Maria Teresa, che amava Olomouc e alla quale oggi viene ancora intitolata una delle porte della città, memoria delle mura che un tempo la circondavano. Intorno alla piazza, poi, un tripudio di barocco con le sei fontane: ognuna diversa, raffigurano la mitologia antica con le figure degli dei e sono state costruite tra il Seicento e il Settecento. Con un’unica eccezione: la settima fontana, quella di Arione, eretta nel 2002 e opera di uno scultore locale, Ivan Theimer. É amatissima dai bambini e dagli adulti, che non mancano mai di giocare o di posare per una foto davanti ad uno dei delfini o cavalcare una delle gigantesche tartarughe (che alludono alla saggezza e all’antichità del luogo), perfettamente calate nel paesaggio urbano.È solo una delle curiosità di questo cuore cittadino: oltre ai negozi di formaggi, in un angolo della piazza c’è una farmacia, che è sempre stata lì sin dal Cinquecento; una scalinata alle spalle del Municipio del Trecento conserva gli stemmi delle città asburgiche, mentre su un lato del palazzo, sotto una loggia della cappella di San Girolamo, c’è un bassorilievo dello scalpellino che la costruì e siccome non venne pagato il giusto, si raffigurò nella posa di chiedere l’elemosina ai rappresentanti della città che si riunivano nelle sale interne. La curiosità più grande, però, è l’orologio astronomico dall’altro lato del municipio: alle 12 di ogni giorno, si mettono in moto una serie di figure nel tradizionale carosello segna ore. Ma non sono i consueti santi a muoversi: sono contadini, operai, casalinghe, muratori, i proletari voluti quando la Repubblica Ceca era sotto l’influenza sovietica, un passato che molti locali preferiscono sorvolare.  Le bellezze di Olomouc, però, non finiscono qui: la “piccola Praga”, come la chiamano gli abitanti, è una città vivace, piena di verde e di giovani, essendo sede di una prestigiosa università. Appena lasciato il centro, i parchi e i viali alberati si susseguono e in particolare una strada che porta in periferia è molto frequentata. É la via dei pellegrini, di un tempo ma anche di oggi, che porta al Santuario di Svatý Kopecek, uno dei luoghi spirituali più amati del Paese. Su una collina che domina un panorama mozzafiato, sorge la monumentale chiesa barocca che è stata visitata da Giovanni Paolo II e da lui innalzata a basilica minor. Il Santuario della Visitazione della Santa Maria Vergine, dalla facciata impressionante che misura, insieme alle ali laterali, ben  100 metri, è soltanto uno dei luoghi religiosi di questa collina, dove da sempre furono eretti monasteri e cappelle votive. L’ultima fu distrutta dai soldati svedesi nel Seicento e al suo posto venne costruita la basilica attuale, uno dei posti più visitati dell’intera Moravia.
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