Enfasi da Miami Beach


miami_2ok2MIAMI – Una canzone in sottofondo. Mentre guido piano. Guardo l’oceano e sento il vento che mi scalda mentre il sole tramonta. Bob Seger sta cantando “Night Moves” e la Florida stasera è veramente agitata. Le luci colorate dei locali sulla Ocean Drive si mescolano con i miei pensieri. Edifici art déco di colore rosa, le vecchie Cadillac guidate da rapper in rima luccicano, scintillano, sono verdi, gialle, bianche, e rosse coi cerchioni dorati come i denti di chi le guida.  La mia radio continua a suonare musica anni Settanta, Elton John canta “Rocket Man” e io continuo a guidare piano e guardo tutto intorno a me. Ai bordi della strada le palme tropicali, nella strada i taxi impazziti rincorrono ogni ipotetico cliente che cammina sul marciapiede, e io prendo per downtown.

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Le luci dei grattacieli si specchiano nella baia, e la notte diventa magica, non ricordo più niente. Mi stacco dalla realtà. Prendo il volo. Guido, accelero e arrivo al Bayside Marketplace. Mangio ali di pollo, bevo Coca Cola, respiro il sale dell’Atlantico. E ritorno a guidare. Nella notte di Miami. Sulle strade troppo larghe e troppo lunghe. Entro in un piccolo club, Malcolm Holcombe canta blues nostalgici per chi ha voglia di divertirsi. Mi siedo, lo ascolto, bevo una birra e… sono di nuovo perso. Mi perdo volentieri fino al mattino, mentre fuori le autoambulanze si fanno sentire e la polizia si fa temere.  E i ragazzi sudamericani coi vestiti larghissimi davanti alla mia palazzina giocano a basket mentre il piccolo camioncino dei gelati sta arrivando. Lo sento, sento la sua musica, quella dei film horror. Gelati per bambini dell’isolato.

miami_4okPrendo la mia chitarra. E suono una canzone. Suono mentre guardo dal balcone la città che non finisce più. Gli hotel, le strade, l’oceano, le stelle, la luna e il suo alone. Guido piano e sono a Miami Beach, un coccodrillo prende il sole dentro un canale sul lato della strada. Un’orchestra canadese suona musica jazz sul lungomare, mentre lo Shuttle spaziale sta scaldando i motori su a Cape Canaveral. Sono così lontano che non mi vedo più. Sono in un sogno che ho già sognato. Mentre il sole comincia a darsi da fare, il mare non mi lascia andare. Ed è tutto come un ricordo. Sono sulla sabbia di Key Biscayne, guardo Cuba da Key West, cammino sul Broadwalk di Hollywood a nord sulla A1a e proseguo guidando in Alton Road tra le ville silenziose e lussuose. Poi l’aereo decolla. E io mi rivedo nelle luci di Miami Beach, nelle strade, nei locali o nei supermarket quando parlo con chiunque, in cerca di vitamine o tacchino surgelato. Mi rivedo che guido quando ascolto alla radio “Margaritaville” di Jimmy Buffet. Mi rivedo che guido… e guido piano.

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Si ringrazia il sito visitflorida.com per la gentile concessione delle foto

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