Al Keukenhof il re è il tulipano

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I fiori in Olanda sono roba seria. Non soltanto perchè l’economia gira anche su di loro: basta alzarsi presto una mattina, andare a Flora Holland, a Aaslmeer, a pochi chilometri da Amsterdam, dove c’è l’asta floreale più grande del mondo, per accorgersi della loro importanza. L’alzataccia mattutina ne vale la pena: solo porter ammirare il via vai incessante dei carrelli carichi di fiori da una parte all’altra dell’enorme capannone è uno spettacolo a se stante. Sfrecciano veloci, dritti verso le varie fasi: dalla vera e propria Borsa dove i compratori fanno le loro offerte sino all’impacchettatura che permetterà loro di raggiungere ogni chiosco o negozio sparso per il pianeta. Ma se questo è l’aspetto più concreto e organizzato di un Paese molto pragmatico, la parte romantica è senza dubbio ammirare i tulipani e gli altri bulbi nel loro habitat naturale, i campi. Dovunque si perda l’occhio del visitatore è un trionfo di colori, punteggiati dal verde dell’erba e dal luccichio blu delle acque. Il vero paradiso, però, per tutti gli amanti di queste particolari e forti piante è il Keukenhof, nella regione dei fiori, vicino Lisse e raggiungibile da Amsterdam comodamente via treno o via bus. Aperto nel periodo dal 20 marzo al 20 maggio di ogni anno, è uno spettacolare parco di ben 28 acri, con tanto di lago in mezzo, dove vengono interrati più di settemila bulbi che in primavera sono al massimo della bellezza e che stregano facilmente i ben 800 mila visitatori annuali. Passeggiare lungo i sentieri ammirando le aioule curatissime è una soddisfazione per la vista con i tanti colori allegri e per l’olfatto solleticato da profumi intensi. Al Keukenhof c’è un po’ di tutto: spazio per i bambini con giochi e piccola fattoria, dimostrazioni di come si possono coltivare i bulbi, mostre di sculture e arte varia, un classico mulino centenario e qualche canale dove fare un’escursione in barca, angoli rilassanti come quello dedicato al Giappone, ristoranti e negozi, padiglioni per ammirare il tema dell’anno, stavolta la Gran Bretagna e la sua cultura di giardini, esposizioni riservata a determinati fiori, come le rose o i narcisi. C’è persino un castello, o meglio l’ex residenza estiva della facoltosa famiglia del Seicento che aveva ereditato il luogo, oggi diventato una sorta di casa-museo dove stanze e mobili antichi si mescolano in perfetta e mai invasiva fusione con quadri e opere d’arte moderna.
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Questa zona di dune sabbiose e campi strappati all’acqua apparteneva alla contessa di Baviera nel XV secolo: fu lei a volere che una parte del giardino fosse coltivata ad erbe e ortaggi per la sua cucina, da qui il nome di Keukenhof, ossia “orto per la cucina”. Nei secoli la proprietà è passata a varie famiglie di mercanti che hanno arricchito il giardino, fino al 1949 quando ci fu la prima esibizione di fiori primaverili e la trasformazione in parco aperto al pubblico. Da allora il Keukenhof è diventato un’attrazione per amanti dei fiori e non, che rimangono in intontiti da tanta meraviglia floreale tutta insieme. A lasciare senza fiato, soprattutto,  sono le due serre, vere oasi per culturi della flora, ma anche della fotografia che qui posso sbizzarirsi nel ritratto floreale perfetto. Quella dedicata alla amatissima regina Beatrice  è tutta per le orchidee: una cascata di fiori bianchi sorretta da una struttura circolare accoglie i visitatori per poi ammaliarli con ogni combinazione possibile di questo fiore così sontuoso ed esotico, centinaia di orchidee, anthurium e bromelie in ogni sfumatura, dal verde al viola intenso, dal giallo al rosa etereo. Completamente storditi da tanta bellezza, una volta usciti dal padiglione si può percorrere la lunga Beech Lane costeggiata da alberi di ben 160 anni. Al centro del parco, la grande serra “Willem-Alexander”, in onore del neo re. È  qui che il tulipano fa il suo show più convincente: oltre centomila bulbi con tutte le variazioni possibile, da quelli più rari e dalle novità e a quelli più comuni e conosciuti. Da dentro si può uscire storditi, completamente in preda ad una sindrome di Stendhal data da tanta bellezza tutta insieme: tulipani gialli vivaci screziati di rosso, tulipani enormi arancioni, tulipani immacolati bianchi, tulipani alti e porpora, tulipani bassi e tinti di verde lime. E ancora giganti che sembrano peonie, rosso intenso, fuxia appariscente, bordati di bianco, delicati gialli, tenui lilla, cupi quasi neri, carminio accecante, albicocca impalpabile. Alcuni sembra usciti dritti dritti da qualche quadro di natura morta dei grandi pittori fiamminghi: e non si dubita nemmeno un secondo di quanto questi maestri del pennello siano stati abbagliati dalla semplice preziosità di suo maestà, il tulipano. Difficile riemergere alla realtà non emozionati da questo imponente paradiso che è il Keukenhof. Una volta tornati in città inevitabile comprare almeno un bulbo, magari al Bloemenmarkt, il mercato dei fiori di Amsterdam, e cercare di provare a riportare a casa propria almeno uno spicchio della magia del tulipano.
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In collaborazione con www.holland.com e www.iamsterdam.com

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