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Lituania tra natura e città storiche

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E poi il castello superiore (voluto dal granduca Gediminas) punto primigenio della città (da cui si gode un’ottima vista), il centro storico con le sue viuzze medievali ed il ghetto ebraico  con il suo carico di dolore e di sofferenza e disseminati per la città i tanti gioielli del barocco. Alla periferia i grattacieli  e ancora qualche residuo dell’austera architettura russa anche se ormai le tracce tendono a svanire sempre più.
Vivace città universitaria, piena di teatri (circa 40) la sera si anima e le strade, i locali, le birrerie (molte con birre artigianali), i ristoranti si riempiono di gente. È proprio a Vilnius, per il suo spirito di indipendenza e trasgressione che ha preso vita uno Stato nella città:  la Repubblica di Uzupis. Artisti, squatter, bohemien nel 1998 sui sono insediati di un quartiere della città, fissato le loro regole costituzionali, eletto un presidente, scelta una bandiera ed un inno creando così una particolare repubblica “autonoma”. Tra i diritti degli abitanti  c’è quello alla casa, all’acqua calda, al riscaldamento, a essere felici ed originali. Ora il quartiere di Uzupis si è trasformato in una zona trendy  con botteghe artigiane e studi di artisti.
Vale sicuramente la pena spendere almeno tre giorni a Vilnius dedicandosi anche alla visita del monumento a Frank Zappa  e di alcuni dei molti musei, come quello del Genocidio che racconta di come il popolo lituano fu ucciso, vessato e deportato, prima dalla Gestapo e poi dal regime russo. All’interno del museo, oltre a ripercorrere il dramma della popolazione, un’inquietante visita alle carceri dei regimi. 
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Quello lituano è un popolo forte, segnato da drammatiche vicende storiche, da un genocidio ed una diaspora di cui forse in pochi conoscono sino in  fondo la portata. È proprio grazie ad un radicato orgoglio nazionale (ma non nazionalista) ed una mal sopportata continua oppressione che gli abitanti della Lituania hanno saputo più di altri paesi d’oltrecortina, cogliere il momento per ribellarsi all’ultimo invasore, quello sovietico e dare il via ad una rivoluzione pacifica che ha contribuito a muovere la storia.  Era l’anno 1989 quando il vento di rivolta soffiò sulle tre repubbliche per liberarsi dall’oppressione sovietica. In pochi giorni una moltitudine di persone, si parla di due milioni, organizzò una catena umana (detta anche via baltica) di 600 Km che, mano nella mano, da  Tallin raggiunse Vilnius portando all’attenzione del mondo le istanze autonomiste e democratiche della zona e dando anche una forte spallata all’impero sovietico; fatti questi che portarono di li a poco alla caduta dell’intero sistema sovietico. Nel 1989 le tre repubbliche baltiche erano ancore le uniche non di etnia russa  a far parte dell’Unione delle Repubbliche Sovietiche, il solo territorio in Europa a subire ancora un’occupazione militare straniera.
Poco distante da Vilnius (28 km) merita una visita il castello di Trakai, costruito su un’isola lacustre e riconoscibile per i suoi mattoni rossi.  La costruzione, oggi abbondantemente ristrutturata e ben curata, risale al ‘400 e fu parte del sistema difensivo voluto dal re Vitoldo (Vytautas).  Imponente e colorato il castello con le sue tonde torri si contrappone ai ruderi di quello della Penisola ben più vecchio e non ristrutturato. 
Entrando nel cuore della Lituania (Lietuva) si notano i campi e l’economia rurale; cascine, piccoli agglomerati urbani ed ampie coltivazioni caratterizzano  il territorio extraurbano; oltre la Capitale non ci sono altre grandi concentrazioni cittadine ma si nota una maggior presenza umana (una densità di 54 ab/Kmq, la più alta delle tre repubbliche) Nelle grandi piane come sulle dolci colline spiccano i pali appositamente eretti per permettere alle cicogne di costruire i loro imponenti nidi.
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Il verde dei campi e dei boschi e l’azzurro delle acque sono i colori dominante ed i lituani che curano molto l’ambiente lo proteggono anche con ampi  parchi nazionali. Tra questi nel nord ovest del paese si trova quello di Zemaitija, un’area di 200Kmq dove fiumi, stagni, laghi e foreste creano un ambiente unico. Il parco è percorso da strade sterrate ma anche da una fitta serie di sentieri e percorsi attrezzati che permettono di entrare nel cuore di questa bella zona verde. All’interno del parco si trova il Museo della Guerra Fredda. Ricavato in una ex base missilistica nucleare russa, completamente corazzata ed eretta in una zona isolata. Il museo, inaugurato nel 2011, ripercorre la storia del conflitto non guerreggiato tra i due blocchi, quello sovietico e la Nato.  La visita mostra le condizioni di vita, le regole, la freddezza, la durezza e gli obblighi dei soldati messi a guardia di un sito le cui testate erano in  grado di distruggere l’Europa non sovietica. La visita termina proprio sul bordo del silos di lancio del missile, fortunatamente mai usato. Una visita che ci ributta nel terrore dell’idea della distruzione atomica. Idea oggi fortunatamente lontana ma che era realtà fino a pochi decenni fa.
Sebbene la Lituania abbia uno sbocco marittimo ridotto è proprio sulla costa del Baltico (all’estremo ovest) che si trova uno tra i più bei luoghidelle tre repubbliche (Estonia e Lettonia le altre). È la penisola curlandese.  Una sottile striscia di terra che dal sud sale verso nord divisa tra la repubblica Lituana ed a sud la regione di Kalinigrad un’enclave russa  incastrata tra Mar Baltico, Lituania e Polonia (è possibile attraversare il confine se muniti di visto a Nida). Fino ai primi anni ’10 dello scorso secolo  la penisola apparteneva alla Germania (era parte della Prussia) ed era un luogo di vacanze per i tedeschi che ancora oggi affollano questo lembo di sabbia. La Penisola Curlandese (da cui si arriva dall’importante porto di Klaipeda con un brevissimo attraversamento marittimo con Ferry boat) è un posto fantastico, circondato dal mare e caratterizzato da imponenti dune di sabbia dove si trovano sentieri (dai quali è rigorosamente vietato allontanarsi) che conducono a punti di vista mozzafiato. Un ambiente delicato dove sabbia e foreste con i loro colori si fondono, regno degli alci e molti altri animali, parte di un ecosistema tutto da proteggere (ed il cui ingresso è a pagamento, somma che viene destinata proprio alla cura dell’ambiente curlandese). Nella parte lituana della penisola sorgono alcuni graziosi villaggi ognuno con le sue attrazioni turistiche e possibilità di vitto ed alloggio. La zona si presta benissimo al trekking (rispettando i sentieri) ed al cicloturismo usando alcune delle numerose piste ciclabili (possibilità di noleggio in loco delle bici). Una meta da non perdere in un qualsiasi viaggio in Lituania dove poter anche trascorrere alcuni giorni dedicati al relax ed alla natura.  
La Lituania dunque è un territorio interessante, ricco di storia, di orgoglio e di sofferenza (che ormai sembra lasciata alle spalle ma non dimenticata). Un paese da visitare anche con pochi giorni a disposizione oppure con grande calma dedicando più tempo ai luoghi principali. Dal Gennaio 2015 la Lituania, già parte della Comunità Europea, è entrata anche nella zona Euro. Il suo ritardo è stato voluto per permettere di lavorare al miglioramento economico del paese che ha ottenuto risultati migliori di quelli imposti dalla Comunità stessa per entrare tra i paesi Euro.
Come Arrivare: Vilnius è servita da parecchie compagnie aeree anche low cost che con pochi euro permettono di raggiungere la città.
Dove dormire: Vilnius offre parecchie tipologie di alberghi, dai più lussuosi ai più economici. È possibile trovare ottime sistemazioni senza spendere cifre astronomiche. Molti hotel (anche catene) sono a ridosso del centro, raggiungibile a piedi. In generale la Lituania offre comunque nelle sue piccole città ottime sistemazioni a prezzi contenuti.
Dove mangiare: i Cepellinai, gnocchi di patate super nutrienti, sono il piatto nazionale e si trovano un po’ ovunque, per il resto molta  carne ed ottima birra. Molto usati i funghi e l’aglio.
Come muoversi: e’ possibile muoversi con auto a noleggio. Le strade sono in ottimo stato e l’autostrada gratuita (a pagamento la strada sulla Penisola Curlandese)
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Info: www.lithuania.travel

Foto di Antonella Andreoli

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