Cambogia, la semplice bellezza della natura

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Ci fermiamo in un ristorantino dove si trova anche un allevamento di coccodrilli. Rientriamo a Siem Reap dove ci attende un po’ di riposo perché il giorno dopo avremo una full immersion nei templi di Angkor. Infatti, sveglia presto, colazione abbondante e alle 7 siamo all’ingresso del sito. Il primo tempio che si visita è l’imponente Angkor Wat, circondato da un enorme fossato che si supera attraversando un ponte con scolpiti dei bellissimi serpenti Naga. La struttura vuole rappresentare l’universo e infatti la torre centrale, simboleggia il monte Meru, la montagna che nella mitologia induista e buddista è il centro del cosmo. I bassorilievi che si trovano sulla cinta esterna delle mura sono spettacolari e lunghissimi e rappresentano le battaglie e le storie del Mahabharata e del Ramayana, poemi epici della mitologia indù. Il caldo umido impedisce un po’ i movimenti, ma la bellezza del tempio è un più che valido motivo per continuare la visita! Il tempio successivo è il Ta Phrom, immerso nella giungla, con giganteschi alberi che sembrano mangiare le rovine. Il posto è fantastico e camminare tra questi ruderi con le radici degli alberi che sembrano polpi giganti è un’esperienza unica!

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Sosta per il pranzo e poi ripartiamo per la visita del Ta Keo, enorme tempio con cinque grandi torri sulla cima della “piramide”. Passiamo per l’antica città di Angkor Thom, che al momento del suo massimo splendore arrivò ad avere circa un milione di abitanti. Sono rimaste in piedi le porte e alcune terrazze, mentre tutti gli altri edifici che erano in legno sono spariti. Nel centro (per lo meno quello che doveva essere una volta il centro) di Angkor Thom si trova il tempio di Bayon, un’immensa struttura con 54 torri decorate con il volto di Avalokiteshvara, il bodhisattva della compassione. Passeggiamo tra le torri e le stanze del tempio, anche se le forze stanno per esaurirsi, conserviamo le ultime per raggiungere la cima della collina, dove si trova il tempio di Phnom Bakheng. Da qui la visita spazia su tutta la piana di Angkor, con le cinque guglie dell’Angkor Wat che svettano tra gli alberi. Purtroppo un po’ di nuvole rovinano lo spettacolare tramonto, in ogni caso un’ottima immagine finale dopo questa giornata di visite tra i templi. Della Cambogia, oltre ai templi e ai paesaggi si porta indietro il sorriso della gente che è veramente contagioso e unico, gente semplice come la bellezza di questa terra.

Testo di Giorgio Basile

 
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