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Orchha, la città nascosta che vive di luce per Diwali

Le candele accese sono dovunque, così come le bancarelle cariche fino a scoppiare di dolci e pasticcini. E’ Diwali in India, la festa delle luci, una delle più importanti festività del Paese. Per alcuni giorni tra fine ottobre e inizio novembre, mentre in tutto il resto del mondo impazza Halloween, qui ogni cosa diventa luce: le candele e le diya, le lampade di terracotta tradizionali, illuminano le strade di ogni città e villaggio, mentre i dolciumi
sono esposti alla curiosità dei bambini, le collane di fiori sono appese persino sulle portiere dei bus, le soglie delle case sono pulite dalle solerti signore in sari, che dipingono anche disegni e immagini con colori naturali sulla facciata.

Anche la piazza principale di Orchha, storico e tranquillo paese del centro dell’India, nello stato del Madhya Pradesh, è un trionfo di banchi che vendono leccornie e oggetti tradizionali.

Qui, come in tante parti del subcontinente, Diwali è molto sentito: simboleggia la vittoria del bene sul male e racconta la leggenda del ritorno del re Rama dopo quattordici anni di esilio in una foresta. Al suo rientro nella città di Ayodhaya, il popolo accese file (dette avali) di dipa, le lanterne, in suo onore: da qui il nome Diwali.

Per gli induisti coincide con la celebrazione della vita e per i gianisti rappresenta anche l’inizio dell’anno: per questo spesso viene associato al Capodanno, anche per i rumorosi fuochi d’artificio che brillano nel cielo per tutta l’ultima notte delle feste.

Sicuramente è uno spettacolo da non perdere, magari assaggiando una delle tante prelibatezze dolcissime sulle bancarelle.

A Orchha c’è l’imbarazzo delle scelta, mentre i bambini, i cani e le solite mucche, presenze fidate e inamovibili dell’India, girano intorno alla piazza. Superata l’atmosfera tipica e il centro del paesino, tra negozi di stoffe e le vivaci bancarelle, si arriva a piedi ad un piccolo ponte: conduce alla meraviglia del luogo, a quello che ha reso Orchha una meta visitata.

E’ il Forte: sospeso tra il fiume Betwa e la campagna, è stato costruito su un promontorio roccioso. Un angolo di pace, nonostante appena fuori le sue muri impazzi il Diwali, immerso nel Medioevo, l’epoca a cui risale, prima di essere stato ampliato nel periodo Moghul.

Un grande cortile interno fa da punto di riferimento per una serie di costruzioni quasi labirintiche,
strette scale portano alle mura e alle torrette, tra giardini, padiglioni e templi. Si respira un’aria di decadenza, passeggiando per il sito, trascurato e immobile, come una città fantasma.

Infatti, Orchha era la capitale della dinastia Rajput dei Bundela, che governava la zona, fino alla sconfitta dovuta all’impero Moghul, anche se riuscì a mantenere il prestigio e i domini fino al XVII secolo, quando l’esponente della dinastia fu punito dall’imperatore a causa di un tradimento e la città venne saccheggiata e in seguito abbandonata, rimanendo fedele al proprio nome (Orchha significa nascosta) per i successivi secoli. Molti re e regine vissero tra le mura di questo splendore architettonico, che ricorda la struttura dei templi della vicina Khajuraho.

Nessun riferimento erotico, però, nel Raja Mahal, il palazzo principale: negli appartamenti reali emergono figure di dei, creature mitologiche, uomini e animali. La magnificenza di un tempo fa capolino da qualche residuo degli affreschi e mosaici che l’ornavano, qualche specchietto sul soffitto è rimasto intatto così come alcune decorazioni in turchese e smeraldo.

Quando il sole illumina questi capolavori le pietre azzurre delle piastrelle brillano potenti e accecanti e si immaginano i fasti passati, gli elefanti, i cavalli, le favorite e i servitori che affollavano la fortezza. Un salto temporale che viene spontaneo guardando questi luoghi, passando di stanza in sala, affacciandosi dai balconi e dai piccoli padiglioni ai lati della costruzione, scoprendo l’Hamman, le scuderie dei cammelli
e quelle degli elefanti, e salendo, facendo molta attenzione ai gradini pericolanti, fino in cima al palazzo per una vista sul paesaggio e i giardini circostanti.

Il Forte ha un grande potere evocativo, con questa sua aura di romanticismo e di leggende. Ma, appena
varcate le sue porte e tornati sul ponte, il passato torna a nascondersi lasciando il posto al presente e al chiasso del Diwali.

Vicino al bazar, la folla porta fiori e candele al Tempio Ram Raja, cuore del
villaggio. Secondo la leggenda, un maharaja ricevette in sogno l’ordine di Rama di riportare ad Orchha una
sua statua, che avrebbe dovuto rimanere nello stesso posto dove fosse stata deposta la prima volta, in questo
caso il palazzo destinato alla regina: fu costruito un tempio in cima all’edificio per ospitare la famosa
statua. Reso omaggio a Rama, non resta che immergersi nell’entusiasmo che circonda la piazza e celebrare
la festa delle luci nella città nascosta.

Info www.indiatourismmilan.com
Foto di Sonia Anselmo

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