Di corsa a Phuket

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Per alcuni, Phuket è la Rimini della Thailandia, ricca come è di serate di puro divertimento, tra musica, feste e bar. Soprattutto a Patong, la cittadina più dinamica e vivace. La Bangla Road è sempre super animata, con le discoteche più affollate e i locali per mangiare e bere in compagnia. Ma sarebbe riduttivo guardare solo ai nottambuli. Patong ha da offrire anche a chi cerca altro, dallo shopping sfrenato alla vita di mare. La spiaggia è la più attrezzata di Phuket e sembra consacrata anche essa al divertimento, stavolta sportivo: lungo l’arenile di quattro chilometri a forma di mezza luna ci  si può imbattere in ogni sorta di attività acquatica, dal kite surf alle rumorose moto d’acqua, dalle immersioni alla barca a vela, e persino in partite di calcio improvvisate sulla sabbia. Consacrata completamente al turismo, Patong è vibrante e chiassosa, lontano da quello che si può immaginare come paradiso, anche se la bellezza dalla natura ancora imprime il suo sigillo. Quest’isola affacciata sul Mar delle Andamane, per fortuna, ha molto altro da proporre a chi cerca qualcosa di diverso dalla folla e dal divertimento ad ogni costo. Le barriere coralline sulla costa sono un’ottima occasione per i sub, i villaggi all’interno creano un’atmosfera thai unica ed antica, con le usanze e lo stile di vita che sembra fermo nel tempo, le piantagioni di noci di cocco e alberi della gomma sono sempre state una risorsa economica, prima ancora che dell’arrivo dei turisti a fine anni Settanta.
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Ora Phuket, principale destinazione balneare del Paese, è la zona più ricca della Thailandia, seconda solo a Bangkok, a oltre ottocento chilometri a nord. Quella che è chiamata anche “la Perla delle Andamane” o “la Perla del Sud” ha grandi attrazioni naturali: spiagge di sabbia bianca, rocce calcaree, ampie e tranquille baie, le foreste tropicali e le 32 isole minori. Dominata da una catena di montagne, Phuket in malese significa infatti “montagna di cristallo”, comprende numerosi microclimi e una incredibile varietà di flora e fauna. Per chi vuole fuggire dal caos di Patong, l’ideale è una gita all’interno, magari facendo un’escursione in groppa all’elefante, oppure una sosta in una delle tante baie incontaminate come Kamala con un villaggio di pescatori e le classiche palme in spiaggia o Surin, dove però bisogna stare attenti alle grandi onde che arrivano mentre si fa il bagno da maggio a novembre. Imperdibile è Kata Beach, con due baie divise da un promontorio, tra le più rilassanti e incontaminate dell’isola, con un villaggio ancora legato alle tradizioni thai. Di fronte alla  spiaggia c’è la piccola isoletta Koh Pu, raggiungibile anche a nuoto passando per la barriera corallina.
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Poco più a nord,  l’altra spiaggia da vedere è quella di Karon, famosa proprio per la sabbia fine e immacolata, lunga cinque chilometri, dominata dai ristoranti, bazar e locali per una vita notturna tranquilla e non sfrenata come a Patong. A Karon sono da vedere anche il tempio e il mercato, oltre alle gallerie d’arte: questo paesino è la casa di una piccola comunità artistica di giovani pittori thailandesi. Phuket può anche essere usata come base per fare gite nei dintorni, come Phang Nga Bay, una delle destinazioni migliori per il kayak da mare, o le isole del Koh Phi Phi Mu National Park, raggiungibili in un’ora di barca a sud-est di Phuket. E ancora, le isole Similan e Surin, a nord-ovest di Phuket, ideali per le immersioni, sono collegate da barche  attrezzatissime e talvolta lussuose che permettono di effettuare vere e proprie crociere dedicate al diving. Senza dimenticare che a Phuket si può praticare il golf, il trekking e la famosa corsa Run Paradise. Un’isola per tutti i gusti.
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Foto e info www.turismothailandese.it

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