Il Sudafrica di Nelson Mandela

 

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Il pellegrinaggio si può iniziare da dove tutto cominciò, ovvero dal villaggio di Mvezo, dove nacque, e soprattutto dal vicino Qunu, il centro rurale della provincia dell’Eastern Cape dove frequentò la scuola missionaria: oggi c’è il Nelson Mandela Youth and Heritage Centre che ne racconta l’infanzia.  Per apprendere al meglio i dettagli della lunga vita del leader, è essenziale una visita al Mandela Museum di Mthatha, sempre nella provincia dell’Eastern Cape. Il Bhunga Building ospita una dlle tre sezioni in cui è suddiviso il museo che narra l’esistenza e l’esperienza di Nelson Mandela così come è spiegata nella sua biografia “A long walk to freedom”. Dall’agosto 2014, però, l’edificio resterà chiuso per oltre due anni per ristrutturazione: in questo periodo la mostra sarà trasferita presso il museo di Qunu. Dal villaggio dell’infanzia, Madiba scappò per andare con il cugino nella grande città, a Johannesburg. Non tutti sanno che Mandela abitò nella township di Alexandra  quando si trasferì per la prima volta dall’Eastern Cape. Da visitare la casa composta da una sola stanza  in Stanley Road dove andò ad abitare. Johannesburg è una tappa obbligata per tutti i seguaci dell’ex presidente, ogni angolo sembra dedicato a lui. Come il Nelson Mandela Bridge: completato nel 2003, il ponte è ormai diventato l’emblema della città, un autentico capolavoro di architettura moderna ed un importante snodo  urbano che collega le aree di Braamfontein e di Newtown. E ancora: Nelson Mandela Square. La statua che raffigura Nelson Mandela nella piazza a Sandton (Johannesburg), è il luogo preferito da tutti i turisti del mondo che vogliono  farsi fotografare accanto alla raffigurazione gigante ed imponente di Madiba.  Anche Cape Town ospita una famosa statua di Nelson Mandela, collocata all’ingresso della prigione di Groot Drakenstein.
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Ma tornando a Sandton, uno dei distretti di Johannesburg, c’è il Liliesleaf Heritage Site. Noto anche come Liliesleaf Farm, questo luogo dè stato teatro del Rivonia Treason Trial, il processo che sentenziò  la condanna e l’incarcerazione di Mandela. A questo punto imperdibile è la Constitution Hill della città: famosa in precedenza come “Old Fort”, è la prigione che ha ospitato molti prigionieri politici, tra i quali Nelson Mandela,  che fu detenuto qui nel 1956 durante il Treason Trial, il processo che sentenziò la sua condanna. Prima di lasciare Johannesburg, una tappa è d’obbligo a Soweto, palcoscenico della lotta all’apartheid. Qui  al numero 8115 di  Vilakazi Street c’è la casa in cui Madiba ha vissuto con la moglie Winnie e i suoi due figli dalla fine degli anni Quaranta: ovviamente è stata trasformata in un museo. Continuano sulle orme del leader,
un altro luogo tristemente importante è Robben Island, l’isola a dodici chilometri al largo di Città del Capo, oggi Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Sin dalla fine del XVII secolo fu adibita dai coloni europei a carcere, soprattutto per i capi politici, e qui fu detenuto Mandela per quasi trent’anni. Molti capitoli della sua autobiografia sono dedicati alle condizioni di vita nella prigione, con misure di sicurezza estramente rigide e il divieto d’accesso a tutti i civili, inclusi i pescatori locali. Oggi c’è l’ennesimo museo che racconta proprio i lunghi anni di detenzione: è possibile anche la visita alla piccola cella dove era recluso, una vista che lascia commossi. La full immersion nella vita di Mandela continua a Port Elizabeth con la Voting Line Statue. È una scultura  in metallo situata  nel cuore della Donkin Reserve a Port Elizabeth. Per celebrare le prime elezioni democratiche del Sudafrica,  l’opera raffigura un gruppo di cittadini che si recano in coda al seggio elettorale, capeggiati da un Nelson Mandela  radioso e trionfante. Una sorta di lieto fine a sottolineare la rinascita nella vita di Madiba e del Sudafrica, ma anche un segno positivo per ricordare il grande uomo.
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Foto di www.southafrica.net

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