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Tartu la dotta e la giovane

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Oltre al fatto che il sistema di comunicazione Skype è stato ideato in Estonia, punta dell’iceberg dell’utilizzo dell’informatica in una nazione con un’altissima offerta di connessioni internet, all’Università di Tartu si devono importanti scoperte in campo medico e biologico. Ma non si creda che questa sia solo una grigia e severa città di parrucconi accademici. Tutt’altro! Dello spirito giovane si è già detto e allora un giro a piedi, favorito dalle raccolte dimensioni, può aiutare a scoprire le altre anime di quella che gli abitanti considerano la capitale dell’Estonia meridionale. I primi documenti che parlano della città risalgono al 1030 e le vestigia medioevali si possono ammirare ancora oggi. La più imponente di tutte è la monumentale chiesa di San Giovanni, iniziata nel XIV e terminata in quello successivo. Pesantemente danneggiata nella Seconda guerra mondiale, subì un lungo ciclo di restauri e fu riconsegnata alla città nel 2005. La sua particolarità è di presentare quasi mille figure in terracotta che ne fanno un esempio unico nel gotico europeo. In pieno centro si trova invece il palazzo comunale, del XVIII Secolo, posto a sorvegliare lo spazio pubblico di Raekoja Plats. Qui, di fronte al municipio, la Fontana degli innamorati, è decorata dalla statua di due giovani avvinghiati in un appassionato bacio. E allora nessuna meraviglia se gli estoni hanno deciso che davanti ai due immobili amanti sarebbe stato bello dar vita al festival del bacio più lungo.

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Nella stessa piazza si trova anche la casa che ospitò Mikhail Barclay de Tolly, generale dell’esercito russo durante le Guerre napoleoniche. Cos’ha di speciale? Presenta una pendenza innaturale verso sinistra, a causa del cedimento del suolo e i tartuensi la definiscono la loro Torre di Pisa. Sommato poi all’andamento in discesa dell’intera piazza, l’effetto è davvero sorprendente. C’è inoltre la Teatri Kodu, casa del teatro, miglior esempio di barocco ligneo in città e la cattedrale del XIII Secolo, oggi in rovina, sulla parte alta di Tartu, a Toomemägi. Parlando dei musei e restando in tema medievale, all’Antoniuse Õu, la casa della gilda commerciale di Sant’Antonio, le esposizioni presenti tutto l’anno vengono affiancate da un festival in costume. Il patrono della corporazione non è il frate portoghese, divenuto poi Sant’Antonio di Padova, ma l’abate eremita Stella del deserto e Padre di tutti i monaci, nato in Egitto intorno al 250 dopo Cristo. E ancora si deve citare il Museo del giocattolo, quello delle celle del Kgb, testimone di un recente, triste passato e quello della birra. Ma appena giri l’angolo, la città continua a sorprenderti con tocchi di modernità quasi irriverente, anzi, vista la presenza dell’università, verrebbe da dire goliardica. Ecco quindi la scultura che raffigura un maiale con i tagli di carne evidenziati, posta di fronte al mercato coperto, lungo il fiume. E sullo stessa scia merita una citazione anche il monumento sonoro e interattivo dedicato al compositore Eduard Tubin, anch’esso vicino al fiume.

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Eh già, il fiume, anzi, l’Emajõgi, corso d’acqua dal destino curioso di nascere in un lago (il Võrtsjärv) e morire in un altro (il Peipsi). Letteralmente il suo nome significa “fiume madre” e taglia Tartu in due parti distinte. Lungo le sue sponde si aprono verdi parchi anche in centro o ponti caratteristici, come quello pedonale ad arco, denominato Kaarsild, che allunga la prospettiva della Raekoja Plats. Ma appena fuori città l’Emajõgi offre anche la possibilità di effettuare tranquille crociere a bordo di una chiatta di legno anseatica, cioè costruita come si usava fare nel 1300. L’imbarcazione, lodi in estone, scivola placida sul fiume e può effettuare crociere verso la città o, nel senso opposto, verso la campagna.

Dormire
Ovviamente l’offerta è varia e numerosa. Se non si hanno problemi di budget, il meglio in città è offerto da Antonius un boutique hotel ricavato in un palazzo storico, risalente a un periodo fra il 1600 e il 1800, pure vincolato dal corrispettivo estone delle Belle Arti. Le camere offrono arredamenti in stile con mobili antichi. Per una scelta più easy si può optare per una guest house o un guest apartment. Il tutto è reperibile sul sito di Visit Tartu.

Mangiare
Rilassante, in mezzo al verde e con vista sul fiume. Stiamo parlando del Ristorante Atlantis in pieno centro. Un altro buon esempio di cucina tipica e abbordabile è Wilde, definito vinoteca e irish pub, ma naturalmente in grado di offrire piatti estoni. Con un cambio favorevole corona-euro, in generale a Tartu si può mangiare bene, in ottime strutture e senza svenarsi.

Come arrivare
La compagnia di bandiera Estonian Air offre voli diretti stagionali verso Tallinn da Milano e Roma. Tutto l’anno si può invece volare con Ryanair da Milano-Bergamo Orio al Serio. Anche la compagnia ceca Csa opera collegamenti via Praga da Milano, Roma, Bologna e Venezia. Da Forlì si può approfittare del collegamento diretto di Windjet, mentre in alternativa, sulla città vola anche la lettone Air Baltic. Questa prevede un cambio di volo a Riga con partenze da Milano, Roma e Venezia.

Contatti: Estonian Tourist Board (Tel. +39 02 43458328 – estonia.italy@aviareps.com), Visit Estonia, Visit Tartu, Csa Czech Airlines 

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