Friuli Venezia Giulia: la Strada del vino e la Via dei sapori

La scelta del cosa fare e come farlo è del tutto soggettiva, perché l’ ospitalità di questo fazzoletto di terra offre una vasta gamma di opportunità di svago che vanno dalle passeggiate a cavallo  nei sentieri di pace tra il Natisone e Isonzo, alle escursioni a piedi o in mountain bike nella Valle dello Iudrio. La mia scelta è quella di dedicarmi alle vie del gusto, alla scoperta dei luoghi e dei sapori di una terra che Ippolito Nievo descrisse come “compendio dell’universo”, grazie alla gamma di prodotti agricoli, dotati di carattere e personalità inimitabile, tra cui anche il vino, preziosa risorsa del Collio. Per questo ho scelto di dormire tra i vigneti del Relais Russiz Superiore a Capriva del Friuli, un elegantissimo casale circondato da 50 ettari coltivati a vigneto, che ha ampliato la sua ospitalità con sette camere finemente arredate alle quali è stato dato il nome di alcuni dei vini più prestigiosi della maison.

La mia curiosità, oltre quella di conoscere e chiacchierare con il padrone di casa Roberto Felluga è stata quella di visitare la storica cantina di famiglia (foto a sinistra), i suoi grandi tini dove avviene la macerazione delle uve a bacca rossa e le vasche in acciaio inox dove viene fermentata la maggior parte dei vini bianchi. Per appagare la curiosità e ampliare la conoscenza di questo settore, ho poi incontrato Josko Sirk, titolare della trattoria Al Cacciatore della Subida che, oltre a farmi conoscere una cucina mitteleuropea dove la polenta viene servita direttamente dall’antico fogolar, accompagnata da una selezione di vini per la maggior parte friulani, mi ha dato l’opportunità di “montare in groppa” a una splendida vespa gialla con la quale ho scollinato fino a raggiungere i caratteristici paesini del Collio sloveno. Un percorso ricco di punti panoramici attraverso le vigne di alcune delle più importanti aziende del territorio chiamato appunto Strada del vino.

Il sabato raggiungo la Valle del Natisone. Qui, immerso nel silenzio, domina il Matajur, detto anche il Monte delle Valli, che conserva il tesoro della Grotta di San Giovanni d’Antro, il cui ingresso è situato a circa 350 metri sul livello del mare. Dall’ingresso della grotta, il percorso geologico si sviluppa in senso orizzontale, articolato su più piani. Nella mia borsa non ho dimenticato la guida La via dei Sapori, un “bigino” gastronomico sulle venti stelle del firmamento gastronomico del Friuli Venezia Giulia, che mi porterà ad assaporare l’offerta del ristorante Sale e Pepe con i sapori esaltanti di una cucina tipica della montagna, caratterizzata dalla dolcezza delle patate, dagli aromi intensi delle erbe selvatiche, dalla forza dell’asparago di monte unito alla gustosità dei porcini. Il pomeriggio è dedicato alla visita di Castelmonte e alla sua perla: uno dei più antichi santuari mariani del nordest d’Italia (foto a destra e in apertura). Una passeggiata a Gradisca d’Isonzo, salotto europeo racchiuso da poderose mura, chiude la mia giornata e la cena Al Ponte sulle rive dell’Isonzo con una piacevole chiacchierata con la famiglia Rizzotti, amplia e definisce la conoscenza di una cucina i cui sapori sono pregiate delicatezze per il corpo e per lo spirito.

La domenica mattina è interamente dedicata a una visita al campo da golf dell’ottocentesco Castello di Spessa. Adagiato su una dolce collina, nel cuore del Collio a Capriva del Friuli, e immerso nel verde di un magnifico parco, il Castello di Spessa domina la splendida veduta che si può ammirare in questa parte di terra friulana. E’ proprio in questo  scenario che si trova  un percorso di golf a 18 buche. Il tracciato è caratterizzato da diversi panorami che si differenziano anche nella struttura di modellazione dei fairway, in modo da dare l’impressione di giocare in tre campi diversi. La zona è davvero meravigliosa e quello che manca al palato prima di rientrare nella quotidianità della vita metropolitana è gustare qualche piatto in cui l’influenza slovena sia davvero determinante. L’ultima sosta è quindi a Savogna d’Isonzo, da Devetak, trattoria gostilna attiva dal 1870 che rispecchia la terra di confine, la cui tradizione culinaria austriaca si fonde con quella slovena e italiana. La cantina è scavata nella roccia carsica e racchiude anche un’importante collezione di distillati oltre alle 800 etichette di vini. Un territorio di questo fascino non poteva che produrre una cultura ricca di personalità e suggestioni apprezzate dalla totalità dei cinque sensi.

Altre Info
www.rwbikes.com
www.equidistanze.it

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Foto: www.marcofelluga.it e www.santuariocastelmonte.it

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