Il viaggio più bello che ha fatto?
Io non sono un tipo da atollo e mare, dopo tre giorni mi annoierei. Così i miei viaggi più belli riguardano le
metropoli: in particolare Parigi e Londra, che ho visitato moltissime volte e che sono tra le mie città preferite. Il viaggio che mi è rimasto nel cuore è uno che ho fatto con mia moglie: siamo andati con il treno letto a Parigi, lì ci siamo fermati un paio di giorni, e poi abbiamo preso il treno che passa sotto la Manica per arrivare a Londra. Ci siamo stati quindici giorni, soggiornando al Savoy Hotel, e siamo andati a vedere tantissimi spettacoli a teatro. E poi abbiamo fatto il giro dei musei.
Che cosa le hanno lasciato questi luoghi?
Londra mi lascia sempre una sorta di benessere metropolitano come nessun altra città riesce a fare.
Ci vivrei, ovviamente lavorando. E’ internazionale, ha il vero melting pot, puoi incontrare persone di ogni
provenienza e razza. Secondo me, Londra è sempre avanti di cento anni rispetto al resto del mondo. Già nel
Settecento era avanti a tutti, grazie agli scambi commerciali attraverso il Tamigi.
Il cibo più strano o particolare che ha mangiato?
Sono un abitudinario, è difficile che mi lanci in qualcosa di diverso. A meno che non me l’abbiano propinato
di nascosto… Ma non credo.
Se dovesse stilare una colonna sonora del posto che l’ha colpita di più, che musica sceglierebbe?
Ci sono tante canzoni che descrivono Londra… Sicuramente “A Nightingale Sang In Berkley Square”:
parla di un usignolo che canta agli angeli che mangiano al Ritz. Berkley Square è a Mayfair,
proprio vicino all’albergo.
L’albergo più accogliente dove ha dormito o quello che le è rimasto più impresso?
Mi piace spendere tanto per gli alberghi pur di stare bene. Sicuramente il più affascinante è il Savoy di Londra per la sua storia, anche se ora è chiuso e riaprirà a breve. Ma sono affezionato anche all’Excelsior di Napoli e al Grand Hotel di Firenze: vado spesso da entrambi, quando sono in città per lavoro.