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L’influenza occidentale, americana e europea, non tarda a riconoscersi e vicino alle “mamite”, gentili signore che vendono frutta e verdura in sacchi, si incontrano vari baretti e bistrot con offerta di espressi, cappuccini, brioches, muffin, patatine fritte ecc. Se questo sia un bene o un male questo è ancora da valutare.
La moneta utilizzata è il dollaro americano. Questo fatto sicuramente aiuta l’affluenza statunitense e lo scambio commerciale. I “gringhi” si vedono spesso e volentieri, a passeggio, a fare la spesa, a condurre una vita fuori dagli schemi, una vita piú salutare per molti e soprattutto meno stressante!
L’Ecuador è un paese ancora intatto, se si esce dalle maggiori città. È ricco di natura, giungla da una parte, altipiani e costa dall’altra. Un clima tropicale, favorevole alla coltivazione di frutta come banane, manghi, papaya, frutto della passione e ananas. Che golosità! Frutta e verdura che, nella maggioria dei casi, proviene da orti organici dei vari contadini. Vegetali, che sono ancora piú ricchi di elementi essenziali e sono piú gustosi. Il prezzo varia, da città a città, da provincia a provincia ma diciamo che in generale è un prezzo contenuto, da paese in via di sviluppo.
Da quando sono in Ecuador, la natura mi ha decisamente colpita. È un incanto poter passeggiare in mezzo al verde, circondata da alberi centenari, farfalle di tutti i colori; poter osservare le api a lavoro, e quante varietá di api! Oppure avere un tu per tu con delle vigogne allo stato brado, se si ascende la sierra e tantissimi colibrí! Si dice che in Ecuador ci siano 1.100 tipi differenti di colibrí. Io ne ho scoperte giá 3 o 4 specie. Che emozione vederli – o meglio non vederli – sbattere le ali, e ancora di piú ascoltare il suono prorompente dei loro movimenti. Natura che ti toglie il fiato e lascia in uno stato di assoluta meraviglia. Al momento mi trovo a Vilcabamba, nel sud del paese. Vilcabamba è situata nella valle sacra degli Inca, un villaggio famoso, il villaggio dei longevi! Ma di questo, ve ne parleró nel prossimo articolo. Non ve lo perdete!
Vi lascio con una ricetta ecuadoriana proveniente dalla costa: il sango; un piatto tipico a base di frutti di mare, in questo caso i gamberoni, e platano verde. Il platano verde è una varietá di banana, meno dolce di quella conosciuta, ricca di carboidrati complessi, specialmente al suo stato acerbo (verde). Necessita un tempo di cottura per essere commestibile. Si può trovare nei negozi etnici.
SANGO
Ingredienti:
3 Platano verde
4 Tazze d’acqua
1 Cipolla
1 Pomodoro grande a cubetti
1 Peperone rosso o verde a cubetti
Coriandolo, sedano e prezzemolo tritati
Spezie q.b. (pepe, cumino…)
500g di gamberoni
3 Cucchiai di olio extravergine d’oliva o di girasole
Sale q.b.
Soffriggere la cipolla, il pomodoro e il peperone nell’olio, aggiungere le spezie e il trito di prezzemolo, sedano e coriandolo;
salare a piacere. Frullare il platano con l’acqua e aggiungere al soffritto. Cuocere a fuoco medio per 15-20 minuti. Aggiungere quindi i gamberoni, ultimare la cottura, e servire con del riso bianco. Una spruzzata di limone solitamente accompagna e risveglia i sapori di questo interessante piatto tropicale.
Serena Pacquola, da Treviso, è nutrizionista, ha vissuto in Germania e Inghilterra, ora vive in Sudamerica. Ha girato il mondo per passione e alla ricerca dell’alimentazione giusta. Ha pubblicato il libro “Cucina consapevole. Se ami mangiare e ami la vita,amerai anche questo libro”, tra ricette facile, sana alimentazione, informazioni sugli alimenti e tante curiosità.
Cura il suo blog www.ildragoparlante.com