Secondo Franz “ha quindi molto più senso potenziare i collegamenti Lufthansa già esistenti fra l’Italia e gli hub tedeschi” per i quali prevede una crescita a due cifre dopo la razionalizzazione. A giovare della manovra sarà la controllata veneta Air Dolomiti, basata a Verona, che al momento serve, insieme alla compagnia tedesca, 19 destinazioni italiane e che, come detto, potenzierà ora la sua presenza in Germania, almeno sotto il profilo delle frequenze. Anche Carsten Spohr, del board Lufthansa fa capire che l’addio a Malpensa non costituirebbe una fuga, ma solo un cambio di strategia: “Siamo la compagnia straniera di maggior successo in Italia e intendiamo restare e consolidare la nostra posizione” ha infatti dichiarato. Più realista Thomas Eggert, uomo Lufthansa di lungo corso e che solo il 15 aprile aveva assunto la carica di nuovo direttore vendite di Lufthansa Italia. Per lui la verità è semplice: la compagnia era in perdita, un modo certo più secco e diretto di leggere le dichiarazioni di Franz. Bocche cucite per ora sulla ridistribuzione del personale, la cui assunzione all’inizio del 2009 era stata vista come la nuova opportunità lavorativa offerta da Malpensa anche senza Alitalia.
30 maggio 2011