Gli operativi invernali per i voli Wind Jet da Bergamo vedranno il collegamento con Mosca partire il martedì, il giovedì e il sabato alle 11,55 in uscita e alle 18,25 in entrata fino al 30 ottobre e alle 9,40 in uscita e alle 16,00 in entrata dal 2 novembre al 26 marzo 2011. Il volo per San Pietroburgo partirà invece la domenica alle 9,40 da Bergamo e lo stesso giorno alle 16,00 dallo scalo di Pulkovo fino al 20 marzo 2011. Sulle due tratte, le uniche al momento no-stop fra Bergamo e la Russia, verranno impiegati gli Airbus A319 da 144 posti e A320 da 180. “I flussi verso la Russia risultano molto interessanti – ha dichiarato Massimo Polimeni, direttore commerciale di Wind Jet – ed è per questo che abbiamo pensato di allargare le tratte Mosca e San Pietroburgo a Bergamo, senza contare che la clientela business in arrivo sarà così anche più vicina alle aree commerciali del nord Italia”. Ovviamente l’obiettivo non saranno solo i viaggiatori d’affari, ma si cercherà di intercettare anche il segmento leisure verso la Lombardia, contando sul fatto che il nostro Paese è la settima destinazione mondiale per il turismo russo ed è la terza sul mercato europeo dopo Finlandia e Germania.
E i numeri del resto sembrano dare ragione a Wind Jet: non solo il trasporto di passeggeri fra i due Paesi è in crescita rispetto all’anno scorso e si stima che a fine 2010 l’aumento possa essere addirittura del 13%, ma anche sui voli inaugurali da Bergamo è stato finora registrato un notevole successo. “Per il momento, considerando che le prenotazioni sono ancora aperte – prosegue Polimeni – abbiamo un riempimento del 50% sul Bergamo-Mosca e addirittura del 95% su quello in arrivo dalla Russia. Per il primo mese di attività stimiamo un load factor del 74% su Mosca e del 60-65% su San Pietroburgo, mentre per il primo anno la previsione è del 60% su Mosca e del 50% su San Pietroburgo”. Polimeni non ha nemmeno nascosto un certo interesse della compagnia per l’Europa orientale in generale, al momento coperta da Wind Jet con otto destinazioni (oltre alle tre città russe, gli Airbus siciliani volano anche a Tallinn in Estonia, Riga in Lettonia, Niš in Serbia, Bucarest in Romania e Praga in Repubblica Ceca) e non è escluso che con i piani di allargamento flotta, che dovrebbero diventare operativi nel 2012, si pensi anche a un’espansione delle rotte verso est. Del resto a Wind Jet piace pensare in grande: sempre Polimeni ricorda come la compagnia avesse già pensato in passato di estendere il proprio network all’intercontinentale (nella fattispecie con due destinazioni negli Usa, due in Estremo Oriente e una in Sudamerica) con l’appoggio di capienti Airbus A330, ma come il progetto sia stato congelato a causa della congiuntura internazionale.
Già, ma come va il settore a livello mondiale? In un anno non facile, appesantito, oltre che dalla crisi, anche dalle ceneri vulcaniche islandesi, lo scenario resta grigio proprio in Europa contro un miglioramento generale. Secondo l’Icao, per il vecchio continente i conti si chiuderanno in rosso per 2,8 miliardi di dollari, a fronte di un attivo medio mondiale di 2,5 miliardi, nonostante Eurocontrol preveda entro fine anno una crescita del traffico europeo dell’1,6% annuale con un ulteriore +3,7% per fine 2011. In questo scenario, Wind Jet stima comunque di archiviare il 2010 con un incremento di traffico del 7%, con circa 3 milioni di passeggeri trasportati e un load factor del 76%. Wind Jet, fondata nel 2003 e appartenente al gruppo Finaria, è oggi la prima compagnia low cost italiana. Il suo network comprende 34 destinazioni, di cui 14 in Italia e 20 in Europa, mentre la flotta conta otto Airbus A320 e cinque A319. Lo staff è formato da 500 dipendenti. Dall’anno scorso è stato varato un nuovo brand della compagnia: Wind Jet Platinum Line, che copre servizi executive per una clientela business con due Piaggio P180 da sette posti.
18 settembre 2010