Saint Maurice e il tesoro millenario

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Del resto, questo luogo è sempre stato fondamentale per la Cristianità, tappa della via Francigena e di collegamento tra Canterbury e Roma. Stavolta, però, la festa per San Maurizio si colora di nuove tinte e apre ufficialmente le cerimonie per i 1500 anni dell’abbazia. Sicuramente è una delle più antiche di Europa e fu fondata 515 da Sigismond, re dei Burgundi, riunendo alcuni gruppi di monaci destinati a perpetuare il ricordo del martirio, con la testimonianza e le preghiere. Questi luoghi di panorami spettacolari sulle montagne che chiudono la valle, con il fiume Rodano che scorre accanto, evidentemente inducono  alla spiritualità, perchè già i Celti e poi i Romani li scelsero per i loro culti, con alcuni templi e sepolcri e vi installarono i propri presidi militari. La piccola cittadina arroccata su una rupe ai quei tempi si chiamava Acaunus e di uno dei contigenti militari che la proteggevano era comandato da un africano  cristianizzato che arriva da Tebe: Maurizio. Il capo militare riuscì a convertire alla fede i suoi soldati e questo lo portò al martirio, durante le persecuzioni alla fine del III secolo. Da allora, però, il cristianesimo mise solide basi in questi luoghi, con una serie di santuari, finchè nel 515 venne fondata l’Abbazia. 
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Sentinella del paesino e della Fede, ha attraversato la Storia immobile testimone di regni ed epoche diverse, Merovingi, Carolingi, Burgundi, Savoia e Sacro Romano Impero. Ovviamente i cambiamenti interni sono stati inevitabili, ad esempio i monaci originali furono sostituiti nel 1128 dall’Ordine di Sant’Agostino, ma il fatto che la presenza ininterrotta del Monastero sino ai giorni nostri ha permesso di conservare un tesoro inestimabile dal valore storico, artistico e religioso. I pellegrini che sono passati qui nel corso dei secoli hanno offerto all’Abbazia oggetti e pietre preziose e oggi risplendono in tutta la loro bellezza. Come lo scrigno reliquario con bassorilievi romanici fatto per  per san Giscaldo e san Gundebaldo, figli del re Sigismondo e quello di San Maurizio, che riporta un’iscrizione relativa al  «L’anno di grazia 1225 il settimo delle calende di novembre, il corpo del beato Maurizio fu rimosso e deposto in questo reliquiario all’epoca di Nantelmo, abate di questo luogo.» Come il busto in legno di noce ricoperto di argento, risalente al 1165, con il volto sereno di San Candido e un bassorilievo che racconta la sua decapitazione. O come i reliquari portatili, uno con 23 gemme preziose che sembra una moderna borsetta, e un altro ricco di decorazioni fuso da due orefici nell’VII secolo e donato dal presbiterio Teodorico. E ancora lo splendido acquamanile in oro detto di Carlomagno, perchè opera di un orefice della sua corte, con inseriti smalti d’origine orientale, un vaso in onice regalato dal vescovo San Martino di Tours, pastorali, ostensori, calici, crocifissi, candelabri, anelli e croci pettorali. 
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Testimonianze di fede, sicuramente, ma anche della grande bravura degli artigiani e degli orefici, per questo il tesoro ha rappresentato qualcosa di più di un museo ecclesiastico. Già all’inizio del V secolo sant’Eucherio, vescovo di Lione, menziona regali in oro e  argento offerti “in onore e per il servizio dei santi”. Per i 1500 anni dell’Abbazia queste meraviglie brillano ancora di più, grazie ad un nuovo allestimento che richiesto mesi di lavoro mentre il tesoro è stato esposto recentemente al Louvre di Parigi con enorme successo. 
Accanto al museo, la Basilica di Saint Maurice: non è quella originale di San Sigismondo, purtroppo incendi e frane varie nei secoli l’hanno distrutta più volte ed è stata sempre ricostruita. Quella attuale risale alla Seconda Guerra Mondiale e contiene vetrate che raccontano la storia della legione tebea, dalla sua partenza d’Egitto, fino alla sua glorificazione in cielo, un mosaico che narra il martirio di San Maurizio, stalli barocchi e un ambone carolingio raffigurante la croce albero di vita. Anche la cittadina di Saint Maurice, vegliata da quindici secoli dall’Abbazia, offre molte attrative: tipicamente vallese, con le stradine, le case con i balconi traboccanti di fiori e le montagne a pochi metri. È dominata dal castello, a cui si accede tramite un ponte medievale e le cui sale sono usate per esposizioni e mostre. Anche i dintorni sono adatti a varie escursioni, come quella alla Grotta delle Fate: durante i millenni, l’acqua ha scavato la roccia per dare vita a questo lago sotterraneo e alla cascata che incantano i visitatori sin dall’Ottocento. Una meraviglia della natura accessibile da Saint Maurice, che custodisce invece un tesoro secolare di Storia, religione, arte, un grande patrimonio dell’uomo.{gallery}/saintmaurice/saintmauricegallery4:190:150{/gallery}

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Foto e info www.vallese.ch

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