Ultimi giorni presso il Museo Archeologico di Firenze per “Il mondo che non c’era”, la mostra dedicata all’arte precolombiana e che unisce il collezionismo mediceo e l’ immensa passione di Giancarlo Ligabue. Per la prima volta sarà possibile ammirare i reperti della Collezione Ligabue e quelli acquistati dai Medici Lorena all’indomani della scoperta delle Americhe, uniti da un comune denomitore al di là dei secoli, l’interesse per mondo, a tutt’oggi indecifrato. Purtroppo è ben noto, moltissimo di ciò che i conquistadores portano dal Meso e Sudamerica fu distrutto, l’oro venne fuso, ben poco è rimasto integro una volta giunto sul Vecchio Continente, per non parlare di quel che accadde nelle terre di origine. Fortunatamente i Medici, decisero di conservare quegli oggetti provenienti dal Nuovo Mondo e che avevano suscitato stupore, come testimoniano alcuni testi. La fine della dinastia medicea comportò lo smembramento della collezione precolombiana tra vari musei, per l’occasione è stata riunita. Dalle raccolte rinascimentali a quelle contemporanee, quella che Giancarlo Ligabue ha messo insieme nelle sue molteplici viaggi di ricerca nel centro e Sudamerica.
Paleontologo, collezionista, editore, scopritore del mondo, una figura quella di Giancarlo Ligabue che ha lasciato un segno in molti ambiti della ricerca scientifica e della divulgazione.
Impegno portato avanti, oggi a un anno dalla sua scomparsa, attraverso la Fondazione Giancarlo Ligabue.
Prima di Colombo e Cortes non ci furono solo i Maya e gli Aztechi, ma altre popolazioni con le loro culture, come gli Olmechi, Chavín, Vicús, Nazca, che hanno elaborato società complesse delle quali esposti alcuni manufatti.
La mostra temporanea “Il mondo che non c’era” è allestita all’interno del Museo Archeologico di Firenze, il che tradotto significa che con un singolo biglietto è possibile visitare il Museo, che detiene la seconda importante collezione egizia in Italia, dopo quella di Torino, nonché reperti etruschi e altre importanti testimonianze del passato.
“Il mondo che non c’era” è un’occasione per lasciarsi affascinare da oggetti ambasciatori di un mondo che ha radici ben diverse dal nostro.
Testo di Maria Luisa Bruschetini
Info
www.ilmondochenoncera.it