“E’ giunto il momento di entrare nell’era moderna e fare le cose con una mentalità commerciale nell’interesse delle famiglie che supportiamo”. Il presidente del Comitato esecutivo della Rsa ha annunciato così l’intenzione di spostare la produzione di medagliette ricordo da un’azienda locale all Cina. La New Zealand Returned on Services’ Association (Rsa), presente con palazzi e uffici in tutto il territorio nazionale, è un’associazione senza scopo di lucro i cui proventi vanno al sostegno delle famiglie dei veterani di guerra. I 150.000 dollari neozelandesi risparmiati spostando la produzione in Cina verranno impiegati nei programmi di welfare dei veterani. Meno contenti sono i 71 lavoratori disabili, appartenenti ad un’altra società senza scopo di lucro che aveva il contratto per le medagliette con la Rsa, che vedono il loro futuro in bilico. Rimarranno infatti senza lavoro se non si troverà un’altra commessa in pochi mesi.
Per quanto riguarda le pensioni, il dibattito è quello di sempre: alzare l’età pensionabile. In Nuova Zelanda il sistema pensionistico, chiamato Nz Super, è meno caro che in quasi tutti gli altri Paesi occidentali e gli incrementi dell’assegno non sono legati al costo della vita, ma ad altri parametri che fanno sì che l’aumento sia superiore all’andamento dell’inflazione. Il capo dell’istituto che gestisce lo Nz Super, una donna, ha dichiarato che occorre alzare l’età da 65 a 67 anni. Naturalmente si è sollevato un coro di no da tutti gli schieramenti politici. Tanto più che si propone di legare l’incremento delle pensioni a quello dell’inflazione. L’argomento è delicatissimo e si ripercuote direttamente sull’andamento delle elezioni. Nessuno ci vuole mettere le mani. Nel 2010 lo Stato pagherà 8,3 miliardi di dollari neozelandesi in pensioni, il 4% del Pil. Nel 2033, senza una riforma, si arriverà 34,2 miliardi (il 6,6% del Pil). Con la riforma si potrebbero tagliare le spese pensionistiche, sempre al 2033, a 27,4 miliardi (5,4% del Pil). Anche in Nuova Zelanda il numero dei pensionati rispetto ai lavoratori sta aumentando di anno in anno e arriverà in proporzione di 5 a 10 nel 2015 contro 2 su 10 del 1996.
Sarà anche il Paese con la migliore vivibilità al mondo, ma i problemi alla fine sono gli stessi che in Europa. In scala ridotta, ma qui sono in poco meno di 5 milioni di abitanti su una superficie uguale a quella dell’Inghilterra. Altro elemento con cui devono fare i conti i neozelandesi, infine, sono i tassi dei mutui, decisamente più elevati che in Europa. In media un tasso variabile va dal 6,25% all’8% mentre uno fisso a 2 anni dal 6,5% al 6,8%.