Le corse dei cavalli sono una delle cose a cui i neozelandesi non sanno rinunciare, soprattutto in alcune date dell’anno. Una di queste è il primo gennaio. Mi sono quindi ritrovato, grazie a Maja e Gilbert che mi hanno portato con loro, tra alcune colline a 30 chilometri a Nord di Dunedin nel mezzo del nulla se non fosse per una pista in erba per il galoppo lunga 1200 metri. Le segnalazioni sono inesistenti e per arrivarci o sai la strada oppure inevitabilmente ci si perde. Le tribune ci sono, ma sono praticamente inutilizzate. Tutta la gente preferisce stare sulla collina subito di fianco dalla quale si gode la vista dall’alto su tutta la pista. Attorno alla tribuna, comunque, erano state posizionate delle bancarelle che vendono dagli hot dog a dei toast con burro e formaggio. Immancabili i botteghini per le scommesse.
L’atmosfera è molto familiare, tranquilla, con chi è interessato alla corse che va avanti e indietro dalla collina per scommettere e vedere i cavalli mentre si incamminano ai box di partenza, e chi vuole rilassarsi che si sdraia al sole in compagnia di qualche birra e l’immancabile barbecue. C’è poi chi è più attrezzato e si è portato sedie, ombrelli e radio. Lo speaker, che dalla collina si sente benissimo, ti tiene informato di tutto. Su dieci corse, una è stata vinta da un cavallo con un nome italiano: Basilica. Naturalmente è stato l’unico su cui non avevo puntato. Le scommesse solitamente non superano i 4 dollari neozelandesi. Un primo dell’anno davvero diverso, ma non poteva essere più “kiwi” di così.