La baia di Sydney lascia a bocca aperta. Dallo skyline con l’Opera House, l’Harbour Bridge e i grattacieli del centro finanziario, si passa a spiagge isolate, scogliere sormontate da un verde lussureggiante e porticcioli stracolmi di barche a vela, fino ad arrivare a Manly, l’ultimo avamposto prima dell’oceano aperto. La spiaggia che dà sul Pacifico è piena di surfisti, amanti dell’abbronzatura e giocatori di beach volley. Attorno, il piccolo centro di Manly con i consueti negozi di sport e costumi da bagno, ristoranti e caffè. Il vento e la marea fanno in modo che le onde non manchino e i bagnini tengono ben separati i surfisti dai bagnanti. Anche nei giorni feriali la gente non manca e soprattutto dopo l’orario di ufficio, si affolla di persone che prima di cena vogliono godersi qualche onda. Sulla via del ritorno a Sydney, circa 30 minuti con il traghetto pubblico, all’imboccatura della baia si stanno assembrando alcune barche per una delle tante regate che che vengono organizzate dallo Yacht Club. Quello di Sydney in particolare ha sempre mantenuto un approccio assolutamente non elitario per questo sport. Per diventare soci basta una quota annuale di circa 400 euro e è aperto a chiunque e non solo ai proprietari dei maxi yacht. Vicino al club, quindi, tante sono le attività per i giovani con optimist, laser e derive sempre in acqua. Nella baia poche sono le onde e il vento, ad una certa ora del pomeriggio, arriva sempre, anche nelle giornate d’estate più calde.
La baia, Manly Beach e le regate dello Yacht Club
17 Febbraio 2011
In giro per il mondo