È un viaggio nella preistoria. La foresta ricopre le montagne, fino al mare. Specie di felci e alberi immutati da decine di migliaia di anni. L’acqua è scura, nebbia e nubi ricoprono le cime più alte. Il vento si insinua tra le gole. Le foche hanno fatto degli scogli più sperduti e brulli la loro casa. Delfini e balene spesso vi entrano, così come i pinguini. La terra dei fiordi, o dell’ombra, come la chiamano i Maori, è praticamente indescrivibile. Occorre esserci stati, altrimenti non si riuscirà mai a comprendere quell’atmosfera di sospensione nel tempo che si prova pochi minuti dopo avere preso il largo con la barca. È un ambiente davvero unico. Ci si sente degli intrusi, si cerca di non disturbare troppo e di respirare quell’aria meravigliosa. Anche quando si esce in kayak rimane quel qualcosa che ti fa sentire a tuo agio, ma in qualche maniera fuori posto. Ci si avvicina alla costa. Si toccano le foglie e le radici degli alberi che spesso finiscono direttamente in mare. Le piogge sono talmente intense e le rocce così coriacee che il 70% dell’acqua finisce in quella salmastra. In una sola notte sono venuti giù 90 millimetri di pioggia. Si viene così a formare uno strato superficiale, che può arrivare anche a 5 metri, di acqua dolce. Al di sotto fiorisce la vita marina con coralli bianchi e rossi, molluschi che hanno 500 milioni di anni e tanto pesce. Per vedere un’aragosta o un astice basta quasi allungare una mano. È una terra battuta dal vento e dalle nubi. Dalle montagne, con la pioggia, scendono centinaia di cascate che scompaiono non appena il tempo migliora. Il Doubtful Sound è il secondo maggiore fiordo della regione ed è nel cuore di questa terra sperduta. Deve il nome a Cook che era “dubbioso” sul fatto di riuscire a tornare in mare aperto dopo esservi entrato. Dalla costa non sembra poi così grande. Anche il nostro Malaspina lo ha percorso e un ramo porta il suo nome. Sia ieri che oggi, comunque, è e rimane un’esperienza eccezionale. Bisognerebbe starci 1 mese per visitare tutti i fiordi. Un posto riparato dal vento dove trovare un ormeggio per la notte si trova sempre. Forse però si disturberebbe troppo questo paradiso ecologico. Meglio una veloce sortita e portare con sé quello che parole e immagini difficilmente riusciranno mai a esprimere.
Doubtful Sound, praticamente indescrivibile
16 Gennaio 2011
In giro per il mondo