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Non manca nemmeno un lago di origine vulcanica (Lago di Venere, in contrada Bugeber, la leggenda vuole che la dea lo usasse al mattino per specchiarsi) dove fare fanghi di benessere, bagni nelle calde acque sulfuree oppure jogging al calar del sole lungo i suoi tre chilometri di perimetro. Per un tour marino, in paese si può affittare un gommoncino o una piccola barca da una delle tante agenzie che operano lungo la marina, oppure, se non si è pratici di navigazione, basta aggregarsi a una delle tante uscite organizzate. Meglio approfittarne se il mare è ottimo, perché qui, lo sanno tutti, le condizioni possono cambiare velocemente e spesso si rischia di stare a terra per diversi giorni. A un giorno di mare non troppo buono si può invece dedicare il giro dell’isola in macchina o una gita sulla Montagna Grande da cui godere il panorama. Il periplo di Pantelleria permette di ammirare alcuni posti inaccessibili dalla terra come la già citata “dietro l’isola” dove le rocce a picco sul mare, i disegni e i colori creati dal vulcanesimo sulle pareti rocciose e le grotte marine note ai locali come macaseni, sono le principali opere della natura. Oppure si possono raggiungere posti come la spiaggetta rocciosa di Balata dei Turchi collegata via terra solo da un sentiero utilizzato dai militari durante il secondo conflitto mondiale.
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Pantelleria è divisa in piccole frazioni e contrade, ciascuna animata dalla principale attività dell’isola: la coltivazione dello zibibbo, l’uva locale dal quale viene ricavato il celebre passito di Pantelleria. I terrazzamenti delle viti (simili a quelli del Levante ligure) presentano coltivazioni basse, a causa della presenza costante dei venti, dove l’uva cresce e si sviluppa sino alla vendemmia su cespugli detti cippa. Altra coltivazione tipica è quella dei capperi dai quali viene ricavato un ottimo paté. L’isola offre anche interessanti spunti archeologici: l’acropoli di San Marco (sulla strada tra il paese e l’aeroporto e risalente a un’epoca compresa fra l’età cartaginese e il tardo impero romano) è stata recentemente riportata alla luce e si può visitare mentre gli archeologi sono al lavoro. Pantelleria, si diceva, non è una destinazione mondana, tuttavia i bar del paese e alcune iniziative estive offrono un discreto intrattenimento senza i connotati della trasgressione da spiaggia. In questo senso qualcuno dice che Pantelleria sia per molti, ma non per tutti. L’isola va capita e fatta propria. C’è chi se ne innamora a prima vista, molla tutto e apre qui un’attività. E chi invece magari ci mette un po’ di tempo ad amarla. L’importante è lasciare aperti tutti e cinque i sensi, il vento prima o poi qualcosa porta.
Come arrivare
Via mare tramite i traghetti Siremar da Trapani e aliscafi Ustica Lines da Mazara del Vallo. A causa della problematica situazione finanziaria attuale del Gruppo Tirrenia, proprietario di Siremar, potrebbero esserci sviluppi futuri sul collegamento. Al momento la società assicura il servizio almeno fino al 31 dicembre 2010. Collegamenti aerei permettono di arrivare sull’isola con Alitalia, Meridiana Fly e Trawel Fly.
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