Natale in Norvegia, tradizioni, mercatini e cibo

Sfavillante, caloroso e ricco di tradizioni. Il Natale in Norvegia si ammanta di un’atmosfera magica, nel bianco della neve che ricopre città e paesaggi, mentre le luminarie, gli alberi e gli stand dei mercatini brillano a festa.

Il Natale in Norvegia offre tantissime possibilità dove acquistare regali originali, assaggiare i cibi
artigianali tipici dell’Avvento e non solo, o semplicemente passeggiare tra le strade illuminate e ammirare
le decorazioni.

Uno dei più mercatini più belli del Natale in Norvegia è il Winter Wonderland a Spikersuppa, ad Oslo, nella
centralissima via Karl Johans Gate, a pochi passi dal Palazzo reale. Qui, fino al 30 dicembre 2019, si
possono degustare prelibatezze gastronimiche, acquistare artigianato di qualità e salire sulla ruota
panoramica o pattinare sul ghiaccio, per la gioia di tutta la famiglia.

Ad Oslo c’è anche il mercatino dei designer, soltanto però il 7 e l’8 dicembre 2019. Al DOGA, il centro norvegese
di Architettura e Design, si trova abbigliamento, gioielli, illustrazioni, arredamento, ceramiche e molto altro:
tutti preziosi articoli in anteprima sul mercato, perfetti per un regalo d’avanguardia.

Tra i mercatini più popolari del Natale in Norvegia, c’è quello che si svolge al Museo Folcloristico Norvegese, museo all’aperto di Oslo: i visitatori possono comprare originali oggetti esclusivi negli oltre cento stand, mentre passeggiano attraverso una rivisitazione storica del Natale sia di decenni che di secoli fa.

L’intero museo è decorato in linea con le varie tradizioni ed epoche, permettendo di rivivere diverse atmosfere: dalla vigilia di Natale nella lussuosa abitazione di un mercante nel 1769, alla casa di una famiglia contadina norvegese nel 1959.

Tra i luoghi del Natale in Norvegia più suggestivi, ideali per entrare nello spirito delle feste, c’è Røros, la cittadina che ha ispirato “Frozen”, il successo della Disney. Con le sue antiche case di legno, una moltitudine di negozi di artigianato e i caffè accoglienti, Røros è il tipo di località in cui è difficile non sentire l’atmosfera natalizia non appena la neve comincia a restare attaccata alle strade, a volte già da settembre. Imperdibile
una corsa su una slitta trainata dai cavalli ben coperto da una pelle di pecora per un incontro ravvicinato con renne vere, mentre i bambini possono fare un incontro con Babbo Natale in carne ed ossa.

Anche a Bergen si sente l’atmosfera calda del Natale in Norvegia. Fino al 22 dicembre, nel centro della città
gli stand natalizi, sotto la grande ruota illuminata, offrono una varietà di prodotti, da delicatezze prodotte localmente ad abbigliamento, cosmesi e oggetti d’arte. Da non perdere, poi, una visita alla straordinaria Città di Pan di zenzero – la più grande al mondo.

Il Natale in Norvegia si chiama “Jul”, ha radici molto antiche, precede la cristianizzazione del Paese, sebbene non si conoscano molto bene i riti pagani, si sa che erano soliti sacrificare animali e bere birra: i loro rituali non erano così sostanzialmente diversi dai nostri.

I preparativi per il Natale incominciano nelle case presto, dedicandosi ad infornare almeno sette tipi di biscotti tradizionali, oltre a comprare in anticipo i regali.

Le pasticcerie vendono i biscotti norvegesi come ‘goro’, ‘krumkaker’ o ‘berlinekrans’ mentre nei supermercati puoi trovare divertenti kit fai da te per preparare una casetta di pan di zenzero.

Il periodo che precede il Natale in Norvegia è adatto a socializzare e molti dei migliori ristoranti servono i piatti tipici natalizi, spesso fatti con materie prime locali. Il menu di solito include ‘ribbe’ (costolette di maiale), pinnekjøtt (costolette di agnello) o, in alcune zone della Norvegia, il merluzzo. Insomma, a tavola si rispettano le usanze.

La tradizione più antica del Natale norvegese è comunque il lutefisk, che risale ben addietro al XV e XVI secolo. È preparato con stoccafisso ammollato nella soda caustica (“lut”). Ogni anno a dicembre vengono consumate dai norvegesi più di 750 tonnellate di questa specialità così particolare.

Come il lutefisk, il “rakfisk” può essere un gusto che si apprezza col tempo, ma il pesce d’acqua dolce fermentato ha molti estimatori. Viene spesso servito in sottili rotoli in crosta di patate, con panna acida e cipolle.
A Bergen il “persetorsk”, merluzzo zuccherato, salato, e pressato, è un piatto stagionale apprezzato da molte famiglie.

Come dessert, il pudding di riso con panna montata è un classico in Norvegia per la cena della Vigilia, mentre al nord è comune la crema di camemoro o mora artica. Altri elementi importanti che fanno parte delle tradizioni culinarie norvegesi in questo periodo dell’anno sono clementine, noci, aringhe e maiale marinato con senape.

Da bere la tipica birra di Natale, più scura, piena e con una maggiore gradazione alcolica rispetto a quella consumata il resto dell’anno.

Insieme a questa birra forte ci sta l’aquavit, un distillato di patate con note speziate che compensa
bene i piatti natalizi grassi e sostanziosi.

Inoltre il Natale in Norvegia propone un divertente personaggio, un elfo affamato nel granaio. Il “Fjøsnissen” è dispettoso e un po’ sinistro, che era importante quando la Norvegia era ancora una comunità soprattutto contadina, dove era meglio tenersi amico questo tipetto piccolo e barbuto.

Se viene trattato bene farà in modo che la fattoria prosperi. Se invece non è contento di come vanno le cose, potrebbe vendicarsi nei modi più crudeli, come ad esempio uccidere tutto il bestiame.

Questo è il motivo per cui a Natale in Norvegia i contadini erano soliti lasciare nel granaio porridge e birra fatta in casa, una tradizione che nelle fattorie continua ancora ai giorni nostri.

Accontentato il dispettoso elfo, tutto il Paese a Natale è un enorme festival di luci che billano anche per un paio di settimane dopo Capodanno. Così, con la neve, l’atmosfera fiabesca della Norvegia è pronta.

Info: www.visitnorway.it
Foto: Innovation Norway, www.visitnorway.it, Visit Bergen / Robin Strand – visitBergen.com, VISITOSLO/Didrick Stenersen, voss/Foap/Visitnorway.com,
CH/visitnorway.com, Thomas Rasmus Skaug – visitnorway.com, Marte Kopperud – Visitnorway.com, Terje Rakke/Nordic life – Visitnorway.com

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