Insolita Stoccolma, in ostello tra velieri e jumbo

Nella capitale svedese ce n’è davvero per tutti: dal dormire nelle celle di un carcere fino alla cabina di un Jumbo, parcheggiato all’aeroporto, e perfino dentro un veliero per chi volesse provare l’ebrezza alla Russel Crow in Master and Commander. Capita così che volendo concedersi una tre giorni a  Stoccolma, cercando un alloggio, accanto ai lussuosissimi alberghi a cinque stelle, alle varie catene di hotel a basso costo, compaia, la voce ostello. Uno dei più affascinanti è il Jumbo Hostel, situato all’interno dell’aeroporto di Arlanda. Si tratta di un vero Boeing 747 costruito nel 1976, che dopo aver prestato servizio per diverse linee aeree è stato completamente svuotato e riallestito per ospitare camere private, e servizi comuni. Il tutto senza tradire il concetto di sfruttamento ossessivo dello spazio che normalmente regola la progettazione di un velivolo di linea. Particolarmente suggestiva quella che viene definita come “suite”, allestita all’interno di un ambiente angusto come quello della cabina di pilotaggio, e che si compone di due semplici letti affiancati.

Tutt’altra atmosfera si respira invece al Langholmens Vandrarhem, un ostello-albergo-museo con annesso parco. La struttura originale era un carcere costruito a metà del 1800 nel quartiere di Södermalm, un tempo considerato pericoloso e malfamato e oggi completamente rivalutato fino a diventare uno dei più trendy e modaioli di Stoccolma. Si può dormire all’interno delle vecchie celle, che, anche se completamente riarredate, hanno conservato quel che di carcere: mura spesse, finestre alte e con grate, piccole e solidissime porte di legno con spioncino, e quant’altro. A completare la struttura, che ospita anche alcune camere in regime di albergo, c’è un museo aperto all’inizio del 2000 quando tutta la struttura è stata recuperata. Il museo è dedicato al carcere stesso e ai suoi ospiti originali.

Tuttavia l’ostello più tipico e ormai un classico del panorama cittadino è senza dubbio il veliero Af Chapman. E’ situato in posizione centrale e già da lontano, passeggiando lungo le acque antistanti il palazzo reale si Stoccolma, è possibile vederlo solitario contro un fondo di vegetazione fittissima che in autunno sfuma in tutte le tinte del giallo, del rosso e del marrone. L’ultima dimora della nave è l’isoletta di Skeppsholmen che ospita anche il museo d’arte moderna e quello dell’architettura. Su quest’isola, in pieno centro, sorge anche una struttura collegata, ma più terrestre. Il grosso delle camere è ospitato infatti all’interno di un edificio della fine del ‘700, nato originariamente come deposito per le squadre di pompieri di stanza presso il Palazzo Reale. Qui c’è la reception con annesso bar, la cucina e le sale comuni (non manca un enorme tavolo da biliardo) e tra le stanze splende una camerata ricavata nel sottotetto. Non sarà il massimo in termini di comfort ma il fascino è indiscutibile.

Il pezzo forte però è fuori, attraccato a pochi metri dalla banchina, cui è stato saldamente agganciato per evitare movimenti fastidiosi, c’è il vero Af Chapman. Il veliero fu costruito nel 1888 e, con il nome di Dunboyne, doppiò Capo Horn e il Capo di Buona Speranza battendo bandiera inglese e norvegese. In seguito divenne nave scuola presso Göteborg, prima privata e poi acquisita dalla Marina Militare Svedese, la stessa che dopo la Seconda guerra mondiale, ritenendo ormai conclusa la storia di questa imbarcazione, la vendette alla città di Stoccolma. A questo punto la felice intuizione del Touring Club nazionale permise la realizzazione dell’ostello della gioventù al suo interno.Anche qui si hanno camere di diverse grandezza, le più economiche da quattro persone sono dotate di servizi comuni ma lavandino privato, mentre le più esclusive sono al massimo doppie e non sono numerate. Tuttavia ciascuna ha un nome, legato a quella che era la sua storia. Dalla cabina del cuoco a quella del timoniere. Se poi volete concedervi una notte in solitudine, sognando terre lontane o le rotte della Compagnia delle Indie, potete sempre prenotare la cabina del capitano, non ve ne pentirete.

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