Amboise, sotto il segno della Storia

{gallery}/amboise/amboisegallery1:190:150{/gallery}
Amboise, ex fortezza medievale arroccata sulla collina affacciata sul fiume e circondata da un grande parco, ha subito nel corso dei secoli diverse ricostruzioni e oggi appare splendido con le sue torrette. È anche il luogo dove riposa il genio assoluto, Leonardo da Vinci. Invitato a corte da Francesco, con cui aveva un ottimo rapporto, ha vissuto ed è morto a Clos Lucé, ma volle essere sepolto ad Amboise, precisamente nella vecchia chiesa che ora non c’è più, distrutta nell’Ottocento. Al suo posto, proprio al centro del parco, c’è un busto di Leonardo, mentre le sue spoglie sono state traslate in una cappella piccola e decorata: una lapide semplice per terra ricorda il Maestro. La Cappella di Sant’Uberto un tempo faceva parte della stanza di un re, Carlo VIII: la fece costruire per pregare privatamente nella sua ala del palazzo, che adesso non c’è più. Tra trasformazioni e nuovi stili, Amboise porta in sè l’impronta dei secoli, dei gusti e soprattutto della volontà dei re francesi.
Su tutti, Francesco I, ovviamente, che fu molto legato a questa dimora: qui ci passò l’infanzia, con la madre e la sorella, e da sovrano trascorse ben 462 giorni in 32 anni di regno, lui che si spostava da un castello all’altro in continuazione per farsi vedere dal suo popolo e conoscerlo. Si muoveva con una corte di 4000 persone a bordo di battelli sulla Loira e con i mobili che si smontavano e riassemblavano facilemente.
{gallery}/amboise/amboisegallery2:190:150{/gallery}
Ad Amboise Francesco mette in mostra il suo splendore e forza: alto più di un metro e novanta, amante degli abiti lussuosi, della caccia e soprattutto delle donne, il re non lemosina per il suo castello d’infanzia. Ordina di sopraelevare l’alloggio rinascimentale, fa ornare gli abbaini con il suo monogramma, chiama Leonardo per realizzare per le feste in giardino gli effetti speciali. Tra le curiosità, Francesco combatte un cinghiale rinchiuso qui per lui, mostrando alla corte le sue capacità fisiche, e organizza il famoso ricevimento del maggio 1518 per il matrimonio di un erede dei Medici e di una principessa francese, futuri genitori di Caterina de Medici, che avrà anche lei tanta parte nelle vicende di Amboise. Comunque sia, il castello rivela al suo interno tanti preziosi tesori architettonici e artigianali:  in particolare la Sala del Consiglio, con il trono, suggerisce alla mente le feste del Rinascimento.
È facile immaginare i nobili dell’epoca passeggiare tra le colonne con il giglio, simbolo dei re di Francia. Magari tra loro ci sarà stata anche Anna Bolena, futura e sfortunata regina d’Inghilterra, spedita qui dal padre come dama di compagnia per Claudia di Francia, la moglie di Francesco, o Maria Stuarda, sposa giovanissima di un erede al trono, presto passato a miglior vita, o Diana di Poiters, la favorita di un altro sovrano. Amboise, in questo caso, sembra evocare un elenco infinito di protagonisti della Storia, spesso declinati al femminile.
{gallery}/amboise/amboisegallery3:190:150{/gallery}
Come Anna di Bretagna, talmente legata al palazzo che una delle bandiere che sventolano ancora rappresenta il suo ducato: regina di Francia per ben due volte, ha vissuto qui con il primo marito, Carlo VII, a cui si deve molto della trasformazione da fortezza in castello dell’edificio. Cresciuto tra queste sale, il re muore anche qui: battendo la testa ad un’architrave mentre sta andando a trovare la moglie Anna. Una volta sepolto, lei sposa il nuovo sovrano, Luigi XII, continua l’abbellimento del maniero e diventa suocera di Francesco I. Anche un’altra dama del tempo fu importante per Amboise: la temuta Caterina de Medici, ritratta in quella che oggi è la stanza attribuita al marito, Enrico II. La nuora di Francesco e regina di Francia a sua volta spedisce qui i figli quando sono piccoli per essere allevati come futuri sovrani. Non solo, durante il regno del primogenito Francesco II, nel 1560 nel Sala del Consiglio scoppia quella che viene ritenuta la Congiura di Amboise, preludio delle guerre di religione: i protestanti cercano di sequestrare il giovane re e di sottrarlo all’influenza cattolica dei duca di Guisa ma vengono scoperti, arrestati, giustiziati e impiccati al balcone del castello. Già c’era stata qualche piccola avvisaglia durante il periodo del grande Francesco, quando alcuni manifesti contro il Papa vennero affissi alla porta della camera da letto reale. Amboise, in questo modo, ha continuato a entrare nella Storia fino a Luigi Filippo d’Orléans che nell’Ottocento trasforma per l’ennesima volta le sue sale. Oggi viene ricordato nell’appartamento all’ultimo piano della residenza. Da qui si esce sulla terrazza panoramica dove si ammira il fiume e la città sorta alle pendici del castello. E proprio lì che, una volta usciti, sazi di tanta Storia, si può fare una pausa ristoratrice a La Maison Bigot (www.maisonbigot-amboise.com), pasticceria e sala da tè, fondata più di cento anni fa. Da assaggiare i cioccolatini dedicati a Leonardo e a Francesco I, giusto per rimanere in tema con il Rinascimento di Amboise.
{gallery}/amboise/amboisegallery4:190:150{/gallery}

compass1okClicca qui per vedere la mappa su Google

mondo Articoli correlati
A casa di Leonardo a Clos Lucé

Foto Sonia Anselmo, Château d’Amboise ©Leonard De Serres, ©E. Sander
Info: www.chateau-amboise.com, www.visaloire.com, www.rendezvousenfrance.com
In collaborazione con www.rendezvousenfrance.com

0 Condivisioni

Lascia un messaggio