Cape Town, rotolando verso sud

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Non mancano infatti lunghe spiagge riparate dagli insistenti venti estivi anche se il bagno nell’oceano resta materia per i più arditi, visto che la temperatura dell’acqua è piuttosto rigida. Niente paura: ci si può sempre consolare entrando e uscendo dai numerosi bar e ristoranti di Victoria Road, il lungomare di Campsbay, piccolo sobborgo a sud della città, ma di fatto un quartiere appena un po’ staccato. Per fare un bagno, un’opzione più accettabile è rappresentata dalla costa di False Bay. Qui le acque più riparate offrono possibilità ai bagnanti, ma attenzione ai venti costanti che possono rappresentare un rischio. Tuttavia questi fanno anche la gioia degli amanti di surf, windsurf e kitesurf, immancabili nel paesaggio. Ma anche lontano dal mare, Città del Capo sprigiona un fascino esotico e accattivante. Immancabile è una visita alla sommità piatta di Table Mountain, il profilo caratteristico della città, il cui nome è tutto un programma. Dai suoi 1.200 metri, la cima è raggiungibile in funicolare, si gode una vista complessiva della zona del Capo di Buona Speranza che resta senz’altro nella memoria. I più avventurosi potranno affrontare la salita a piedi lungo i sentieri ben segnalati. Dalla sommità di Table Mountain si può proseguire verso sud fino a Cape Point. A questo sperone di roccia i primi esploratori oceanici spagnoli e portoghesi affidavano le loro buone speranze per risalire in sicurezza le rotte per l’Oriente dopo aver circumnavigato l’Africa per metà. Qui si vuole anche che le acque dell’Oceano Atlantico e di quello Indiano si incontrino, cosa che in realtà avviene più di 150 chilometri a sudest, a Capo Agulhas, la vera estremità meridionale del continente.

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A poca distanza da Cape Point, la spiaggia di Boulder offre riparo a una delle colonie più settentrionali di pinguini del pianeta. E sempre qui vale la pena visitare il Good Hope Castle, la più antica costruzione sudafricana in muratura. Eretto fra il 1666 e il 1679, il forte pentagonale ha sostituito un precedente avamposto in legno e argilla costruito dal comandante olandese Jan van Riebeeck nel 1652 a difesa delle attività della Compagnia Olandese delle Indie Orientali. Da qui si può percorrere un tratto della Constantia Wine Route, una delle strade sudafricane del vino, per tornare in città. Meglio fermarsi al Kirstenbosch Botanical Garden e meglio ancora farlo la domenica sera per godere di un concerto open air. Ma anche in città non manca la vita notturna, particolarmente frizzante a Longstreet o ancora a Somerset Street, a Greenpoint, dove si ritrova la comunità gay cittadina. Un posto, piuttosto controverso in realtà, per immergersi nell’anima di Cape Town è invece Mzoli’s, una bisteccheria all’aperto nella township di Gugulethu. Il posto è diventato un’attrazione negli ultimi anni, anche se i residenti lo vedono come un ricettacolo di ubriaconi. Qui però si può gustare un ottimo braai, ovvero una grigliata in afrikaans.

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Altra visita fuori porta è quella al Groote Schuur, espressione olandese che sta per “grande granaio” e residenza del presidente fino al 1991. La dimora è visitabile e si trova alle pendici del Devil’s Peak nel quartiere di Rondebosch, nella parte meridionale della città. Intorno a Città del Capo sono presenti, come si diceva, numerosi vigneti. Basti pensare che la maggior parte dei vini sudafricani sono prodotti nel Western Cape, la regione di Cape Town. Per visitare cantine e vigneti bastano trenta minuti dei strada. E la fauna africana? Ovviamente c’è anche quella. Con uno spostamento verso nord di 270 chilometri circa si arriva alla riserva di Sanbona, dove i “big five” (elefanti, leoni, leopardi, rinoceronti e bufali) si possono avvistare usufruendo contemporaneamente del comfort di resort fino a cinque stelle. Qui sono anche avvistabili, con un po’ di fortuna, i rarissimi leoni bianchi. Non si tratta di una specie a parte, ma di classici leoni in cui diventa dominante un gene recessivo che ne schiarisce il manto. Ma l’adrenalina di un contatto ravvicinato si può avere anche in una… gabbia per squali. Chi ne avesse il coraggio può provare un’immersione a Gansbaai, a due ore dalla città, verso Capo Agulhas.

Mangiare
pollocurryPollo al curry in crema di yogurt – Ingredienti 6 cosce di pollo, un litro di yogurt bianco magro, 2 cucchiaini di coriandolo, 2 cucchiaini di cumino, 2 cucchiaini di semi di senape, 2 cucchiaini di curry in polvere, un cucchiaino di curcuma, un cucchiaio di aglio tritato, 2 cucchiai di zenzero macinato, 2 cipolle, 4 cucchiai di xilitolo, una manciata di foglie di curry, succo di 4 limoni, sale. Preparazione: in una zuppiera unire tutti gli ingredienti dallo yogurt al sale e mescolare. A parte prendere le cosce di pollo senza la pelle e lasciarle marinare nella crema di yogurt per qualche ora in frigo. Una volta pronte, togliere le cosce dal frigo e riporle, insieme al resto, in una teglia da forno. Infornare a 180° e lasciare cuocere per circa 20 minuti.


Lo stadio

green_point_stadiumIl Green Point Stadium è stato costruito ex novo per i Mondiali. L’impianto ospiterà dopo il torneo anche concerti e altri eventi di richiamo ed è stato dotato a questo proposito di un’avveniristica copertura esterna antirumore. La capacità è di 70.000 spettatori e qui si disputeranno cinque match della prima fase (Uruguay-Francia, Inghilterra-Algeria, Camerun-Olanda, Italia-Paraguay e Portogallo-Corea del Nord), un ottavo di finale, un quarto e una delle due semifinali.

Come arrivare

Le porte d’accesso al Paese sono l’aeroporto di Johannesburg e quello di Cape Town. Sul primo volano ben 18 compagnie presenti anche in Italia, fra europee, africane e mediorientali. Città del Capo è invece raggiungibile con sette aviolinee, la maggior parte europee. Per raggiungere le altre città sudafricane si può usufruire dei collegamenti interni della South African Airways o delle ferrovie Shosholoza e Premier Classe.

Foto: © South African Tourism

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Sito ufficiale di Città del Capo
Sito ufficiale della Coppa del Mondo
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