Ma la capitale danese, che a dicembre accoglierà la conferenza Onu sui cambiamenti climatici, è anche al primo posto nell’Unione Europea nel consumo di alimenti biologici. E a questo proposito, alla fiera mondiale BioFach 2009, la Danimarca è stata insignita del premio Paese biologico dell’anno. A conferma del trend di consumo verde, a Copenaghen stanno fiorendo ristoranti di lusso, alberghi design, boutique di moda, tutto a certificazione biologica. Di recente apertura, KarriereFOOD, a Flæsketorvet, è il terzo ristorante, dopo Geranium e BioM, con menu a base di prodotti bio da orticoltura biodinamica (www.karrierebar.com).
Ha invece camere anallergiche, arredate con mobili di Arne Jacobsen e Nanna Ditzel, e prima colazione cento per cento bio l’Hotel Alexandra, insignito della Chiave Verde, certificazione di qualità che ne attesta i requisiti ecologici (www.hotelalexandra.dk), mentre la catena Brøchner Hotel è la prima “CO2-neutral” del mondo. La spesa è “verde” nei supermercati Kvickly, Brugsen e Netto, sparsi in varie zone della città. Tra le ultime architetture, il teatro di prosa Skuespilhuset ha un sistema di raffreddamento che sfrutta le acque del porto e una ventilazione impostata su bisogni effettivi. Il nuovo campus Green Lighthouse, pronto a dicembre, è stato progettato per avere consumi energetici più bassi di quelli previsti dalla legislazione entro il 2020. E anche il rock in Danimarca si fa ecocompatibile: quest’anno il Roskilde Festival, manifestazione che si tiene in estate ed è il secondo maggior festival rock del mondo, ha lanciato il progetto Green Footsteps: una “comunità climatica” con pedane fornite di biciclette e piste da ballo per produrre energia pulita.