Non c’è che da decidere. Dietro ad ogni porta, anche queste decorate singolarmente, si aprono mondi diversi, dove dormire circondati da colori caleidoscopici o minimal, opere di astrattismo o surreali. Fra gli artisti c’è chi ha scelto, come Bruno Pegoretti, di ispirarsi al mondo fantastico di Jules Verne, nella circostanza per dipingere le pareti della camera 206, e chi, come Erika Calesini, ha puntato su un’originale scultura di rami fioriti che arriva al soffitto, per decorare la 412. Ma c’è anche la 118 White Room, essenziale e totalmente bianca come anche la 110, con la spalliera del letto dominata da un’enorme scultura a forma di ali d’angelo stilizzati che si aprono e abbracciano tutto l’ambiente. Ma le sorprese non finiscono qui all’Alexander Museum, ultimo progetto di Alessandro Ferruccio Marcucci Pinoli di Valfesina, collezionista e grande appassionato d’arte, che ha anche pubblicato per Electa il libro “Alexander Museum Palace Hotel”.
All’interno, l’albergo custodisce anche una collezione di opere d’arte con lavori da Giò e Arnaldo Pomodoro a Sandro Chia, da Enzo Cucchi a Mimmo Paladino, sculture della Transavanguardia, ed anche una galleria che ospita mostre, aste e corsi. L’hotel si fa notare anche per l’edificio, originale degli anni ’60 che, ristrutturato, è rivestito di gres ceramicato bianco. E per la cucina. Il suo ristorante Le Taverne dell’Arte porta in tavola piatti che sono dei veri e propri capolavori di forma e sostanza. Si gustano piatti di stagione, dai passatelli in brodo di pesce all’arrosto di pesce alla pesarese, al ciambellone di Pesaro, circondati da opere d’arte e con una bella vista che attraverso l’ampia vetrata dà sul giardino interno, di sabbia e vegetazione marina. Alexander Museum Palace Hotel, viale Trieste 20, tel. 0721.34441.
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