Il primo giugno del 1911 veniva firmato il contratto voluto dalla borghesia milanese per la costituzione di un agglomerato balneare sulla riviera adriatica. All’inizio la società costituitasi in forma anonima si era prefigurata come obiettivo lo “sviluppo della spiaggia di Cervia“, intenzione che compariva anche nel nome e che si riferiva alla località nella quale Milano Marittima è inglobata. Firmatari dell’atto costitutivo furono Napoleone Tempini, Aldo Tagliazucchi, il senatore Giovanni Facheris, l’avvocato Alberto Redenti, Felice Bianchi, Giuseppe Galli e il pittore Giuseppe Palanti.
La società trasformò di fatto un’area pressoché disabitata in una delle stazioni marittime più alla moda dell’Adriatico per tutto il Novecento e in particolar modo destinata alla borghesia meneghina e lombarda. Le due Milano si erano già incrociate quattro anni prima, quando il Comune di Cervia diede in concessione alla società lombarda Maffei una vasta zona abbandonata per la costruzione di ville e giardini sul lungomare.