Si chiude oggi con la tappa di Roma il seminario-workshop dedicato al turismo gay&lesbian organizzato da Ttg Italia e rivolto a tutti gli agenti di viaggi interessati a un segmento di mercato in costante ascesa. Le statistiche mondiali rilevano, infatti, che il 10 per cento del fatturato di viaggio generato a livello globale sia dovuto proprio al turismo g&l. È alto quindi l’interesse anche nel nostro Paese, dove il giro d’affari equivale oggi al 7% di quello complessivo.
Secondo gli ultimi dati emersi dall’Osservatorio buyer 2010 di Ttg – lo studio condotto periodicamente su 600 tour operator nazionali ed internazionali provenienti da 60 Paesi del mondo – la richiesta dall’estero per mete gay friendly in Italia è cresciuta di tre punti percentuali in quattro anni. Per quanto riguarda i nostri connazionali in viaggio, il 55% sceglie di trascorrere le proprie vacanze all’interno del Paese (la Toscana, insieme alle città di Bologna e Roma, conquistano il podio nazionale) ma un buon 25% si spinge oltre i confini europei (Canada, Usa e Argentina con Buenos Aires conducono la graduatoria outgoing sulle Americhe), consumando soggiorni di almeno sette notti e spendendo in media il 38% in più di un turista eterosessuale.
In generale, come fanno notare gli operatori specializzati sul segmento gay&lesbian, si tratta di una particolare tipologia di turisti che, come si dice comunemente, sono portatori di pink dollars e creatori di tendenze. Guardando al panorama mondiale, ci sono altre città gay friendly e particolarmente apprezzate da questa tipologia di utenti: tra queste Città del Capo, Sydney, Bangkok, Phuket, Rio de Janeiro, San Paolo del Brasile, Cancun e la regione nordeuropea dell’Öresund che vede unite Copenhagen in Danimarca e Malmö in Svezia.