La Terra non basta più. Al momento consumiamo un pianeta e mezzo e utilizziamo quindi più risorse di quelle che possono rinnovarsi naturalmente. Il divario, per giunta, viene colmato attingendo ancora una volta al patrimonio naturale che ci circonda. È quanto emerge dal Living Planet Report, il rapporto biennale realizzato dal Wwf in collaborazione con la Zoological Society di Londra e il Global Footprint Network. Anzi: se si continua di questo passo, dice ancora la ricerca, entro il 2030 il fabbisogno della popolazione mondiale arriverà addirittura a due pianeti.
Il rapporto è costato due anni di ricerca agli istituti coinvolti. Per quanto riguarda la biodiversità, secondo il rapporto l’obiettivo della Convenzione sulla Biodiversità, cioè proteggere il 10% di ogni regione ecologica, è stato raggiunto solamente nel 55% delle zone interessate. Dal 1966 la pressione umana è raddoppiata, mentre lo stato di salute delle specie globali è diminuito del 30%.
E poi ancora: per vivere entro i limiti della capacità del pianeta senza compromettere le generazioni future bisognerebbe che ogni abitante del pianeta si accontentasse di 1,8 ettari per ottenere le risorse di cui ha bisogno e per smaltire i rifiuti. E ovviamente questo oggi non avviene. Un abitante degli Emirati Arabi Uniti, ad esempio, ha un’impronta ecologica tale che se tutti avessimo quello stile di vita ci vorrebbero sei pianeti per sostenerci. Con lo stile di vita di Stati Uniti, Belgio e Danimarca ce ne vorrebbero 4,5, e dell’Italia 2,8.
Info: wwf.panda.org