“Christchurch è in rovina”. Sono le parole che mi arrivano via e-mail da un’amica che abita e lavora in questa città della Nuova Zelanda. Alle 12h20 una scossa di magnitudo 6,3 ha praticamente raso al suolo il centro storico. Sessantacinque persone sono morte, ma i dispersi sono tra 150 e 200. Erano tutti al lavoro e per i palazzi già indeboliti dal terremoto del 4 settembre e da quello del 26 dicembre non c’è stato nulla da fare. Questa volta, poi, l’epicentro è stato a soli 4 chilometri di profondità. Mancano ancora acqua e luce. Si scava, si spera e si prega. Moltissime le persone che hanno paura a tornare nelle proprie case in attesa delle centinaia di scosse di assestamento. Si ritrovano nei parchi nei centri di accoglienza. Appena riaperto l’aeroporto è stato subito caos. Insieme ai turisti, anche gli alcuni abitanti hanno cercato di prendere un ‘aereo che li portasse verso terre più “stabili”. Tanti, tantissimi, comunque, sono rimasti a dare una mano. A cercare tra le macerie, a dare assistenza, a non voler lasciare la loro città, soprattutto ora che ne ha bisogno. Il Vescovo ha detto che la perdita del campanile e i danni alla Cattedrale sono nulla rispetto alla perdita di vite umane.
I neozelandesi sono abituati ai terremoti, fin da piccoli gli viene insegnato che il problema non è “se” ma “quando”. Tutti sanno cosa fare, senza lasciarsi prendere dal panico. Gli edifici sono antisismici, tranne quelli “storici”. E sono stati proprio questi a trasformarsi in trappole mortali. Questa volta poi la scossa è stata davvero devastante e nessuno può prepararti per un evento simile. Chritchurch è una città che ho amato, che mi piace e dove ho trascorso tanti giorni. I suoi abitanti sono fantastici, come tutti i neozelandesi, e mi fa una particolare impressione sapere che sono stati colpiti così duramente. Conoscendo un po’ la loro realtà, comunque, sono sicuro che fin dal primo minuto si sono dati da fare per andare avanti, dal Governo fino ai cittadini. Tutti con un solo scopo: aiutare, ripulire, ricostruire. Senza troppi show e parole!