C’è chi è arrivato a dire che i Maori si sono spinti fino in Gran Bretagna e hanno colonizzato la Scozia. Solo così si spiega l’affinità che lega l’anima scozzese a quella tradizionale dei primi abitanti della Nuova Zelanda. Naturalmente è una provocazione, ma diversi sono i punti di contatto tra le due culture. Prima di tutto la tradizione dell’oralità, di tramandare la storia e le leggende solo a voce. Sia in Scozia che tra i Maori i racconti di guerra, amore e avventura sono alla base della cultura. E li sanno trasmettere con un’enfasi e un’emozione che non ha pari. La comune percezione di natura, animali, foreste, mare e tutto ciò che li circonda è un’altro punto di contatto. C’è poi l’amore per la caccia. In Nuova Zelanda non ci sono cacciatori migliori dei Maori. Il loro unico segreto è di sapere “ascoltare la natura e i suoi abitanti”, e lo dicono come se fosse la cosa più normale del mondo. Anche molti paesaggi sono gli stessi, così come il clima. Non ci si può quindi stupire che gli scozzesi hanno trovato in questo Paese un posto che da subito hanno sentito come casa loro.
Dunedin è la città più scozzese della Nuova Zelanda. Il nome è quello celtico di Edimburgo e alla metà dell’800 le prime navi ad ormeggiare nella penisola di Otago arrivavano proprio dalla Scozia. In precedenza gli unici insediamenti non Maori erano quelli dei cacciatori di balene e foche. L’influenza delle highlands si percepisce nelle chiese protestanti, come First Church, così come nell’educazione, con la prima Università del Paese proprio qui a Dunedin.