L’Abel Tasman è uno dei parchi nazionali più piccoli della Nuova Zelanda. Non per questo è meno interessante. Anzi, la concomitanza di foresta, mare, spiagge bianchissime e solitarie e calette nascoste tra le rocce, lo rendono davvero spettacolare. È anche uno dei posti più facili e comodi da visitare. Ci sono tantissimi modi per godere dei suoi paesaggi: dal kayak, in giornata o dormendo in una baia riparata, alle camminate, dalla barca a vela al water taxi. Se non si ha la macchina, tante sono le linee di autobus che portano da Nelson a Marahau, punto di partenza per ogni attività all’interno del parco. Se si scegli di percorrere uno dei tracciati a piedi le alternative sono due: o lungo la costa o all’interno. La prima è considerata una delle “Grat Walk”, quindi è adatta a tutti, bambini compresi, con sentieri che assomigliano più a delle autostrade. La seconda è decisamente più selvaggia e avventurosa con piccole montagne che sfiorano i 1000 metri e stradine che spesso sono accidentate e di difficile percorrenza. Sulla costa c’è sempre molta gente e i molti campeggi lungo il tracciato la sera diventano una festa dove incontrare e conoscere gente. I rifugi all’interno, invece, sono praticamente vuoti e ci trova ad avere tutta la casa per se. La costa si può percorrere dai 2 ai 5 giorni e se si vuole ci si può fermare di più, se ci si trova particolarmente bene e con la giusta compagnia. Le montagne coprono circa 40 chilometri di strada e occorre dormire almeno 2 notti nelle casette del Doc. a differenza di quelle sulla costa, però, costano solo 5 dollari neozelandesi (35 nzd gli altri). Dall’interno, inoltre, si gode una vista spettacolare, nei punti in cui si arriva faticosamente in cima alle montagne, di tutto il parco. Si possono comunque percorrere tutte e due in circa 5 giorni, partendo e arrivando a Marahau. L’alternativa è fare il percorso interno e parte di quello sulla costa. Sulla punta all’estremo Nord i due sentieri si congiungono e si arriva al rifugio Whariwharangi, un ex fattorie caduta in disgrazia a causa del terreno poco fertile, che circa 40 anni fa è stata acquistata dal Doc, ormai ridotta ad un rudere, e trasformata nel più bel rifugio dell’intero Paese, con docce e camere con tetto a spiovente al secondo piano. La punta a Nord è tuttavia poco frequentata, e quasi tutti si fermano a Totaranui, perdendosi le spiagge più belle dell’intero parco, come quella di Mutton Cove e Anapai Bay. Il piccolo faro di Separation Point, poi, vale l’intero viaggio. Se non si vuole tornare a Marahau camminando in mezzo alla gente, la scelta migliore è prendere un Water Taxi che sulla via verso Sud si ferma nella riserva marina non percorribile a piedi ove si incontrano foche con i loro piccoli e si esplorano gli isolotti e le insenature più nascoste.
Comunque si decida di visitare il parco, tuttavia, vale assolutamente la pena venirci, anche solo in giornata. Il tempo è quasi sempre bello, soprattutto d’estate, e questo può rendere la camminata in montagna e nella foresta particolarmente umida. Con una buona scorta d’acqua diventa un’esperienza indimenticabile, come le albe tra gli alberi al rifugio Awapoto e i pochi minuti di relax alle Porters Rocks poco dopo aver lasciato il Castle Rocks Hut.