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Cosa è rimasto del terremoto del 4 settembre

Il 4 settembre di quest’anno la città di Christchurch è stata colpita da un terribile terremoto. I palazzi più vecchi del centro hanno registrato i danni maggiori, come le case in collina. Il sisma sembra avere colpito lungo una linea ben precisa che spesso ha diviso in due la stessa strada. Da una parte i danni si sono limitati a qualche piatto e bicchiere, dall’altra una parte delle abitazioni è crollata e molto sono state dichiarate inagibili. La proprietaria di un negozio di oggetti d’arte in centro ha raccontato che è riuscita a riaprire solo qualche settimana fa. La galleria aveva subito ingenti danni alle cose. Anche la sua casa non è stata risparmiata e una parete è crollata, finendo sulla macchina. Un ragazzo si New Brighton, località sul mare a pochi minuti di auto dal centro, non ha registrato invece alcun danno. Solo un grande spavento. “L’elettricità e l’acqua sono rimaste fuori uso per meno di 24 ore, ce ne sono invece volute il doppio per poter utilizzare il bagno, le autorità stavano controllando che non ci fossero perdite”.

La Commissione per il terremoto (Eqc) si è messa subito al lavoro e ha richiesto a tutti di compilare una lista dei danni che verranno risarciti al più presto. Chi aveva l’assicurazione contro gli eventi naturali, potrà usufruire dei rimborsi della Commissione per quella parte che l’assicurazione non dovesse coprire. I quotidiani della zona hanno tuttora una mezza pagina dedicata alla Commissione nella quale viene spiegato come procedere e vengono forniti i numeri della ricostruzione e dei rimborsi già effettuati.

Non mancano tuttavia le polemiche. In Manchester Street, una delle più colpite, nel centro della città, la fase di demolizione di un palazzo di 7 piani di 104 anni è ancora in atto quando invece avrebbe dovuto impiegare 6 settimane.

A inizio del 2011 verrà presentato il progetto per la ricostruzione di parte degli edifici del centro. A coordinare il progetto è un architetto di Wellington, Ian Atchfield, che ha ricevuto l’incarico dalla città pochi giorni dopo il sisma e in seguito ad un’offerta gratuita di consulenza per la ricostruzione da parte del New Zealand Institute of Architects, L’iniziativa è volta ad attrarre nuovi capitali in città grazie ad edifici funzionali e di impatto architettonico.

A inizio marzo cominceranno invece i lavori di ricostruzione dell’edifizio crollato nel centro città e che è diventato il simbolo del terremoto. Verrà edificata una palazzina di 2 piani con 4 negozi a pian terreno e 5 uffici al primo. Si vuole terminare i lavoro, simbolicamente, per il 1* anniversario del 4 settembre.

Il terremoto in Nuova Zelanda è un evento considerato inevitabile. In tutti i musei delle diverse città e cittadine, così come a scuola, viene insegnato che il problema non è “se, ma quando”. In tutte le strutture pubbliche e che accolgono i turisti ci sono i cartelli per come comportarsi in caso di terremoto. Nei musei viene simulato un sisma che potrebbe devastare Auckland oppure Wellington. Anche i vulcani sono una grande minaccia e anche in questo caso la questione non è “se, ma quando”. Il Governo ha messo a punto e continua a modificare il piano di evacuazione generale che consente alla popolazione di raggiungere un posto considerato sicuro in poche ore. Le cose naturalmente si complicano per una grande città come Auckland, sotto la minaccia di diversi vulcani, oltre che del terremoto. Non esiste neozelandese che non abbia vissuto almeno una scossa di terremoto, magari piccola, ma comunque l’ha sentita.

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