Peterhof, l’opulenza reggia degli zar affacciata sul Baltico

L’oro delle statue si esalta con il nero delle nubi mentre le gocce di pioggia si mescolano a quelle fuoriuscite dalla fontana. Dietro, sulla terrazza, la lunga facciata gialla di Peterhof, la residenza estiva degli zar appena fuori San Pietroburgo, si lascia ammirare in tutto il suo splendore.

Chissà che impressione ha fatto agli ambasciatori e agli ospiti illustri che arrivano qui nel Settecento, con il parco con alberi antichi, giochi d’acqua e padiglioni, i tetti dorati, il Mar Baltico che si infrange a pochi metri. E poi l’interno maestoso con saloni ricchi di decori, arredi e tappezzerie.

Peterhof viene chiamato anche la Versailles di Russia e si capisce il perché. Anche se ha un nome più semplice, l’orto di Peter, ed è in qualche modo il riflesso del carattere di Pietro il Grande, che volle costruire qui sul Golfo di Finlandia il suo palazzo.

Un sovrano dal forte carisma, dallo spirito modernizzatore e da una vera crudele, che amava i lavori manuali, come la falegnameria, e le navi, e si impegnò a creare dal nulla, ispirandosi alla stimata Amsterdam, una sua città fatta di fiumi, canali e isole, appunto San Pietroburgo.

Peterhof era la reggia estiva, dove passare il tempo affacciato sul mare. Pietro, però, ci visse veramente poco, un paio d’anni, e più che altro soggiornò in quello che è oggi il padiglione Mon Plaisir, in riva al Baltico, con in fondo le luci di San Pietroburgo. Qui lo zar riceveva gli ospiti nel salone ricoperto di legno.

Anche questo edificio a un piano, dove Caterina II si trovava al momento dell’inizio del colpo di stato che la mise sul trono, oggi dal colore rosso e con le aiuole fiorite davanti, appare elegante e in linea con il resto di Peterhof.

La figlia di Pietro, la zarina Elisabetta, volle rielaborare il progetto e lo affidò a Bartolomeo Rastrelli che lei stimava parecchio e che rese, proprio per volere della zarina, San Pietroburgo più bella, scenografica con i grandi
palazzi.

Così anche Peterhof vide il tocco del geniale architetto italiano, che aggiunse le due ali laterali, i decori
e le elaborate e ricche stanze.

A 20 chilometri da San Pietroburgo, il complesso reale comprende il giardino superiore, gratuito, quello inferiore e il Gran Palazzo, visitabili con lo stesso biglietto. A Peterhof si trovano 150 fontane in 414 ettari di parco,
dodici musei nei vari padiglioni, cascate e quant’altro. Durante l’anno si organizzano vari eventi, spettacoli, rievocazioni in costume e appuntamenti per i bambini.

A Peterhof, che è Patrimonio Mondiale dell’Unesco, si arriva facilmente con i bus in partenza da alcune fermate centrali della metropolitana di San Pietroburgo o con il treno fino alla stazione del borgo che prende il nome dalla residenza, da qui con un autobus o taxi locale. Se invece si sceglie di arrivare in un modo più spettacolare, via acqua con l’attraversamento della Neva e del Golfo di Finlandia, dai moli davanti al Palazzo d’Inverno partono gli aliscafi.

Comunque ci si arrivi, Peterhof lascia incantati al primo impatto. Normalmente si inizia la visita con il Grande Palazzo, dove ai visitatori vengono offerte le pattine per coprire le scarpe e non rovinare i prestigiosi pavimenti.

All’interno si passa in una trentina di saloni ammirando enormi dipinti, arredi sontuosi, decori dorati, lampadari
di cristallo, ceramiche e tappezzerie preziose, in un trionfo di opulenza barocca. Imperdibile la sala del trono, dove si sedevano tutti gli zar di Russia, dominata da un grande ritratto di Caterina II con il suo cavallo e da undici candelabri.

Tra le altre la Stanza di Cesme, che commemora la vittoria sull’Impero Ottomano, la sala da ballo con gli
enormi specchi dorati, il gabinetto cinese con lacche gialle e nere, la sala dei banchetti e quella più piccola da pranzo con i servizi di piatti in mostra, la sala dei Dipinti interamente ricoperta da ritratti, lo studio dello zar.

L’attrazione principale di Peterhof si vede appena usciti dal palazzo sulla grande terrazza che domina il parco. Qui si scende di lato all’impressionante fontana della Grande Cascata: alimentata da particolari sistemi idraulici, ha una serie di vasche a gradoni ed è decorata da zampilli altissimi e statue di bronzo, tra cui una dedicata a Sansone con il leone dalla cui bocca parte un getto di venti metri.

E’ la più sorprendente delle tante fontane ideate apposta per stupire il visitatore di Peterhof. Come quella dedicata ad Adamo ed Eva, quella che omaggia il sole con tanto di raggi in rotazione, quella piramidale dove oltre 500 zampilli in sette file si innalzano a formare un obelisco in ricordo della vittoria della Russia sulla Svezia,
il Monte della Scacchiera, un’altra cascata con all’apice tre draghi cinesi sputa acqua, le fontane romane, copiate
da quelle di piazza San Pietro. Tutte le fontane sono in funzione da maggio a fine ottobre, per il resto dell’anno a causa del clima gelido di San Pietroburgo sono spente, mentre il Palazzo è sempre visitabile.

Giochi di gocce, creatività e originalità per lasciare a bocca aperta colui che passeggia nell’enorme parco,
diviso in tre settori, tra viali di aceri e olmi, pergolati di rose, aiuole geometriche, affollato di cinciallegre e uccellini spavaldi, e con le diverse costruzioni, ex luoghi di riposo privati degli zar, che oggi ospitano musei di vario tipo.

Ci si addentra nel parco, arrivando fino alla costa del golfo di Finlandia, con il mar Baltico grigio e San Pietroburgo in fondo. Ci si gira lungo il viale principale ed ecco risplendere l’opulenta bellezza di Peterhof.

Info:
https://en.peterhofmuseum.ru/?lang=eng
www.visit-petersburg.ru

Foto di Sonia Anselmo
In collaborazione con www.visit-petersburg.ru

0 Condivisioni

Lascia un messaggio