Innamorarsi è facile. L’autunno tinge la vegetazione nelle mille sfumature di rosso: il rubino delle mele rimaste sui rami, il cupo bordeaux degli aceri, il carminio delle viti americane allacciate ai muri e palazzi. E poi gli ori, gli aranci, i verdi, i gialli, perfino i rosa accesi. E’ uno spettacolo nello spettacolo la natura del lago di Costanza, territorio di confine e meraviglia tra Svizzera, Austria, Liechtenstein e Germania.
La regione internazionale del Bodensee offre panorami mozzafiato, cultura e enogastronomia senza pari. E aderisce perfettamente al concetto di “Innamorati della Svizzera”, il tema principale della stagione 2015-16 per il Paese Elvetico. Si è colpiti al cuore già quando il treno
sfreccia e sfilano villaggi con chiesine, cime innevate, laghi scintillanti, mucche e pecore, cicogne e aironi, rose e gerani, vigneti e meleti. Un’atmosfera bucolica e romantica che avvolge tutto, anche quando la nebbia ricopre il lago di Costanza dal lato svizzero, mentre le folaghe nuotano nell’acqua piatta.
Prima tappa della regione svizzera del Thurgau, paradiso di mele e vino, è Kreuzlingen, piccolo e incantato borgo chiamato “dono di Dio”. Si capisce subito del perché del nome: affacciato sul lago, da dove partono le barche in gita, le abitazioni con i giardini carichi di rose multicolore e i balconi con i gerani in fiore, le anatre che si rincorrono. Tutto è molto rilassate, adatto
a una fuga dalla città. Ci sono anche alcuni edifici storici, alcuni furono prigione per gli eretici durante il Concilio di Costanza, seicento anni fa, e altri sono state locande come l’hotel Krone, che dal Seicento ha ospitato vip, nobili e gente comune nelle sue ricche sale: ottimo ristorante con i prodotti locali e pane fatto in casa (da assaggiare la zuppa di mele e sedano rapa), oggi è completamente rinnovato e offre camere confortevoli, un piccolo cinema da venti posti, giornate e serate a tema adatte anche ai bambini, e una bella terrazza sul lago (www.gottlieber-hotel-krone.ch). Tutto molto romantico.
Come lo è ogni angolo di questa zona adatta alla coltivazione delle mele. I meleti sono ovunque, così come i vigneti che sembrano allungarsi fino ad arrivare alla riva del lago. Splendidi in ogni stagione, in primavera con i fiori in boccio, in estate con l’intensità dei profumi, in inverno con le spruzzate di neve, ma in autunno con i colori caldi e suggestivi sono al massimo della bellezza. Senza considerare che è tempo di vendemmia e di raccolta delle mele, con le tante sagre e feste che si svolgono nella regione.
Ammirando questo panorama bucolico, dove ogni tanto fa capolino una cicogna o un airone tra i campi, non stupisce che qui venne a vivere la figliastra di Napoleone, Hortense. Ed è proprio la sua residenza una delle mete più interessanti da scoprire. Una terrazza affacciata sull’acqua
a Salenstein, tra vigneti, e il Castello Arenenberg che ospita il museo dedicato ai Bonaparte
(www.napoleonmuseum.tg.ch).
Al momento della caduta di Napoleone, la sua famiglia dovette andare in esilio e fuggire:
Hortense, figlia dell’Imperatrice Giuseppina, e sposa del fratello minore del generale corso, Luigi, madre di tre ragazzi, si innamorò di quest’angolo idilliaco, nel 1817 acquistò l’edificio che un tempo era una sorta di fortezza di guardia del lago, lo trasformò in un elegante palazzina ottocentesca.
La stessa che si può visitare oggi: ricca di arredi, suppellettili, pavimenti, quadri originali dell’epoca, sfarzosa eppure sobria, racchiude aneddoti e episodi storici. Si possono ammirare i libri che amava Hortense e da cui non si separava mai, costringendo i domestici a montare e smontare la libreria ovunque si trovasse, il ritratto della mamma Josephine, morta della “malattia della mussola”, ovvero per una polmonite presa per aver seguito alla lettera i dettami della moda
di allora (abiti di stoffa leggera, la mussola appunto, con maniche corte, anche per uscire in pieno in inverno, meglio scalze), malanno che pare abbia fatto una strage di raffinate dame, i doni dello zar Alessandro, amico di Hortense, le lampade basse che in un’epoca senza energia elettrica venivano usate per illuminare il tavolo da biliardo, i servizi di piatti di Josephine, che era un’accumulatrice seriale e ne aveva talmente tanti da poter apparecchiare la tavola tre volte al giorno senza replicare con gli stessi servizi per almeno un anno.
Nel salone furono organizzati tre colpi di Stato, l’ultimo dei quali portò al potere Napoleone III, ovvero Carlo Luigi Napoleone, figlio di Hortense, cresciuto proprio a Arenenberg dove, da
perfetto playboy, pare abbia lasciato una serie di figli illegittimi tra i contadini e pescatori del luogo, tutti riconoscibili per lo stesso naso “aristocratico” del padre. Si racconta anche che Hortense per costringere al silenzio le ragazze sedotte dal figlio regalasse loro denaro
e un anello di rame con una “N” incisa sopra: a quanto sono stati ritrovati innumerevoli gioielli del genere nella zona, a testimonianza delle tantissimi relazioni “imperiali”. Una volta diventato Napoleone III, egli tornò spesso in vacanza insieme alla moglie Eugenia, una nobile spagnola, che si innamorò anche lei del castello.
Ma la residenza è soprattutto la creatura di Hortense, che qui morì nel 1837 : si dedicò anche al giardino che si affaccia sul lago e su alcune baiette, che avevano l’accesso privato all’acqua, e fece piantare, in onore del grande amore della famiglia di Napoleone per l’Italia, prima alcuni cipressi provenienti dalla Toscana, ma che non resistettero al clima della Svizzera, e poi i pioppi dalla Lombardia. Questi hanno talmente attecchito bene che sono diventati rigogliosi e tuttora testimoniano la passione di Hortense per quest’angolo fertile, con i vigneti estesi a perdita d’occhio. Osservando dal castello il lago e la natura circostante è davvero inevitabile innamorarsi di questo lato del lago di Costanza, proprio come aveva fatto Hortense duecento
anni fa.
Dove dormire: Bad Horn Hotel&Spa, Seestrasse 36, CH-9326 Horn, Tel.+41 718445151, infobadhorn.ch, www.badhorn.ch. Horn è un delizioso borgo, con stazione ferroviaria e molo per i traghetti, ideale per scoprire il lato svizzero del Lago di Costanza. Proprio sulla riva, con le stanze e i balconi con veduta sull’acqua, l’albergo ha un tema nautico in tutta la struttura. Sessanta camere spaziose e dotate di ogni confort, sale congressi e business, due bar, ristorante, molo privato, colazione abbondante con prodotti locali (da assaggiare il pane con le castagne), cucina
ricercata, wi fi gratuito. Il punto di forza dell’hotel è però l’enorme spa, aperta dalle 7 alle 22, con trattamenti benessere, sauna, hamman e piscina con camino.
Come arrivare: la regione internazionale del Lago di Costanza è facilmente raggiungibile dall’Italia in automobile, in aereo con sosta a Zurigo, e soprattutto con i treni che collegano tutte le località turistiche della zona. Le ferrovie svizzere Swiss Travel System offrono un pass su misura per chi arriva dall’estero, con il quale si può usufruire di treni, autobus e battelli, oltre all’ingresso per moltissime attrazioni e musei.
Foto di Sonia Anselmo e Internationale Bodensee Tourismus GmbH; Achim Mende
Info: www.bodensee.eu, www.lagodicsotanza.eu, www.svizzera.it
In collaborazione con www.bodensee.eu e www.swisstravelsystem.com