Lettera di un Popolano

Caro spettatore che giungi a Foligno in tempo di Quintana, sappi che tutto ciò che proverai resterà per sempre nei tuoi ricordi. Sappi che ciò che vivrai sarà un’emozione unica. Noi Folignati, noi popolani, noi contradaioli viviamo tutto l’anno per questi momenti e non c’è niente che riesca a staccarci dalla città quando si respira il profumo di giostra. Non dirò il nome del mio rione perchè son certo che ogni popolano vive le stesse emozioni e in fondo siamo tutti uguali, anche quando tra le contrade nemiche la ruggine che si respira sfocia in qualche rissa che poi si risolve con una bevuta. La Quintana è una passione profonda, un amore quasi viscerale è come volare nell’isola che non c’è, ci si dimentica di tutto il mondo esterno e si vive solo per il rione. Non so se riuscirò a spiegarvi cosa vuol dire “aver fatto” la Quintana, essere quintanari, amare un rione più di tutto e sopra a tutto, di un amore così grande che niente e nessuno potrà mai contrastare. Caro spettatore penserai che siamo pazzi, e forse è vero. Pazzi di questo gioco, di questa follia che ogni anno si rinnova che ti fa pensare di smettere ma che poi torna più forte, dal ragazzino di dodici anni all’uomo di settanta la quintana avvolge tutto e tutti. Caro spettatore non posso far altro che invitarti in campo a lu campu de li giochi “nel corruscar dell’aere vespertino” (a giugno) o in quello “del vespro settembrino” (settembre). Vieni in campo con noi e non te ne pentirai. 
Ascolta. Ascolta il battito del nostro cuore che rompe il silenzio della sera all’unisono con il cavallo che galoppa, Ascolta il canto delle contrade tutte, e guardaci mentre entra in campo il nostro cavaliere. Chiudi gli occhi e respira l’odore acre della sabbia della pista che entra nelle narici. Guarda la notte livida che scende sopra questo cielo e la statua del Dio Marte al centro del campo che se la ride beffardo. Lui sa a chi tocca la vittoria, ha già deciso tutto insieme al suo compagno, il destino, e alla fin troppo volubile fortuna che cambia con un filo di vento. Perchè la quintana è bravura. È orgoglio e maestria. Perchè la quintana e ‘puttana’, la peggiore delle puttane, è un gioco perverso e assurdo che ha visto piangere i più bravi e favorire i debuttanti. Caro spettatore questo è il giorno della quintana, quello che noi ricorderemo per sempre o quello che per tutta la vita malediremo nel caso la dea bendata decidesse di affondare la sua spada e regalare la vittoria alla tua nemica. 
 
Questo è il giorno il giorno in cui la storia rinasce dalle ceneri, il giorno in cui i valori diventano sacri in un mondo dove non si crede più a niente. Il giorno, come recita il bando di sfida, della virtù e dell’onore. E’ il nostro giorno. Caro spettatore se pensi di essere audace vieni con noi in gradinata e stringi le nostre mani, sentirai il ribollire del nostro sangue, sentirai  l’ansia e il sudore che freddo scende dalle nostre tempie. Guarda la corsa nel silenzio che cade sul cuore, piangi con noi, grida con noi. Se vuoi, in caso di vittoria, corri in mezzo al campo come un pazzo psicopatico buttati per terra, rotola nella sabbia fatti abbracciare da tutti quelli che hanno addosso i tuoi colori. Oppure disperati con noi nella sconfitta, ma più di tutto vivi la giostra con questi sentimenti, non restare indifferente perchè così non capirai mai. Caro spettatore mi pare di averti detto tutto, o forse no. Perchè per quanto mi sforzi ci sono cose che non riuscirò mai a spiegarti con la penna. Posso solo dirti che ogni emozione, ogni singola emozione che proverai vale la pena di essere vissuta.
 
 
 
Le foto sono di proprietà di ©Claudio Pinchi
0 Condivisioni

Lascia un messaggio