Giardini: il cuore verde del Sudafrica

Johannesburg Botanical Garden – E’ un angolo di relax e meraviglia per chi visita la trafficata metropoli. Situato nella zona ovest del sobborgo di Emmarentia Dam, il giardino botanico è uno dei più grandi parchi di Johannesburg con oltre 30 mila alberi e 4.500 varietà vegetali. Qui i cittadini vengono spesso per fare i picnic ed è usato come ambientazione dalle coppie che si sposano per i servizi fotografici di rito. Nato una trentina di anni fa, è uno dei parchi più giovani del Sudafrica ma contiene alcune collezioni di piante e fiori davvero imperdibili. Tra i suoi sentieri si possono ammirare alberi locali, erbe usate come medicinali e in cucina, secondo la tradizione africana. E poi ancora: una collezione di piante di aloe e un enorme roseto di oltre diecimila esemplari, corredato da stagni e fontane. Curioso è lo Shakespeare Garden, una sezione perfettamente allineata di aiuole, con piante aromatiche, intervallate da costruzioni che si rifanno all’epoca elisabettiana e da piante e fiori citati nelle opere del Bardo. D’estate nel Johannesburg Botanic Garden si svolgono anche numerosi concerti.

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Walter Sisulu National Botanical Garden – Ancora Johannesburg offre nei suoi dintorni questo angolo di paradiso, conosciuto per dare ospitalità a circa duecento specie di uccelli. Sorge a Roodepoort, ai piedi della cascata Witpoortjie, è nato nel 1982, ma era noto già nell’Ottocento ed è il luogo preferito dagli abitanti per scappare dalla metropoli. Trecento ettari amati soprattutto da chi fa birdwatching, perché qui si possono ammirare, tra gli altri, le rare aquile Verreaux che sostano in cima alla cascata. Ci sono, poi, oltre 600 specie di piante e un discreto numero di rettili e piccoli mammiferi come l’antilope e lo sciacallo. Ovviamente il giardino è una riserva naturale e una delle sue zone più visitate è il Rocky Highveld Grassland: un mosaico di savana e prateria composto da arbusti e cespugli.

Kirstenbosch National Botanical Garden – E’ il giardino botanico più importante dell’Africa, una delle attrazioni principali della zona di Città del Capo, ai piedi del Table Mountain. Fondato nel 1913 per preservare la ricchezza e la diversità della flora del Paese, è stato il primo giardino botanico a incrementare la vegetazione indigena. Qui si coltivano e si conservano oltre 7.000 specie, incluse alcune rarissime piante. Ospita anche una grande varietà di animali e uccelli. Denominato il cuore verde della regione, è conosciuto anche come Cape Floral Kingdom. Nel 2004 è stato dichiarato sito dell’Unesco.

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Durban Botanical Garden – Sono stati visitati anche dalla Regina Elisabetta e vantano una collezione d’orchidee invidiabile, insieme a tutte le specie possibili di palme. Al centro del parco un laghetto che ospita anatre e uccelli dai mille colori, oltre a coccodrilli e serpenti di vario genere, un giardino dedicato alle spezie e una casetta per il tè, ideale per rifocillarsi. Il Dbg, come è chiamato qui, risale alla colonizzazione, è stato fondato nel 1849 e si è sviluppato tenendo sott’occhio la vegetazione locale e subtropicale, pur se oggi riserva un posto anche a piante provenienti dall’Asia e dall’America. Si trova al numero 70 di St Thomas Road a Durban.

The Company’s Garden – E’ una delle attrazioni turistiche principali di Città del Capo. Un cuore verde e vibrante nella metropoli, ma anche antico, visto che il primo albero fu piantato nel 1652 dai coloni olandesi. Si tratta di un pero, ancora visibile nello splendido parco che è diventato di pubblico uso nel 1848. All’interno persino una vecchia casa degli schiavi, riconvertita in sito di interesse storico, un laghetto, una mega voliera e un monumento per commemorare i caduti della battaglia della Foresta di Delville, in Francia, durante la Prima guerra mondiale, molti dei quali erano sudafricani. Il parco lambisce anche altre costruzioni importanti, come il Planetario, vari musei, la Cattedrale di San Giorgio, la sinagoga, il Centro Olocausto e la Biblioteca. Tra la flora che arricchisce il giardino ci sono centinaia di rose.

Foto: © South African Tourism

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