Un conte fantasma si aggira a Saint Joan

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Per questo fu maledetto e condannato, dopo la sua morte al rogo, a peregrinare invano come un fantasma, a galoppo del suo destriero nero nelle notti infernali. Gli zoccoli del cavallo si sentono levarsi potenti dal Vecchio Ponte che porta al paese e sulla piazza antistante il monastero. Oggi il Conte Arnau è il simbolo di Saint Joan, tanto che a lui hanno dedicato un centro culturale con tanto di filmato tecnologico per spiegare la sua leggenda e la storia dell’abbazia. Destinato all’inizio ai monaci benedetti, il monastero fu costruito nel 1017 e poi trasformato in convento per le suore. Da allora si conserva perfettamente la chiesa del XII Secolo, un chiostro gotico e il palazzo dell’abbazia, più recente. L’interno della chiesa merita una visita per la curiosità dell’altare: un gruppo di sette statue in legno che raffigurano la Deposizione dalla Croce di Gesù, sono originali del Medioevo e si salvarono dalla distruzione dovuta ad attacchi nemici e a guerre civili solo perchè alcuni contadini della zona li nascosero sotto terra durante i secoli. Saint Joan de les Abadesses faceva parte della giuridizione della vicina Ripoll, centro attivo nei commerci e cittadina di maggior estensione. Tuttora, chi si spinge in questa parte della Spagna del nord, coglie l’occasione di visitare la vivace Ripoll, sede spesso di fiere e sagre artigianali.
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Il fulcro, adesso come nell’880, quando fu creato, è il Monastero di Santa Maria. Enorme e prezioso, domina il centro cittadino. È il trionfo di due personaggi molto amati e importanti della Catalogna: il conte Goffredo Il Peloso, che lo volle costruire, e l’Abate Oliva, che lo portò al massimo splendore. L’entrata, attualmente, è riparata da una moderna struttura per perseverare quanto più possibile il bellissimo portale romanico d’ingresso, uno degli inestimabili elementi originali. Gli altri sono una tomba di un signorotto locale all’interno e la galleria del chiostro. Il resto è stato rifatto a causa di terremoti, assalti e guerre. Dentro è sepolto anche Goffredo, quasi un padre della Catalogna, colui che ha ideato l’emblema, giallo con le strisce rosse (una leggenda dice fatte con il suo sangue), della regione. All’epoca dell’abate Oliva, nell’XI Secolo, Ripoll dominava indisturbata questa parte della Catalogna ed era un centro molto ricco. Qui confluivano i denari di tutto il contado che le chiese rurali, sparse sulle montagne, raccoglievano con le tasse. Inoltre la città era famosa per gli studi universitari che si vi conducevano: si sviluppavano l’aritmetica, l’astronomia, la musica. Ripoll è oggi fondamentale per l’arte romanica e deve tutto al suo adorato conte Goffredo, una figura benevola spesso contrapposta all’altro conte, il malefico Conte Arnau.
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Foto di Sonia Anselmo e Agència Catalana de Turisme

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