“Il mio luogo del cuore è senz’altro l’Italia, ha angoli meravigliosi legati a miei ricordi. In particolare, io amo tutti i posti dove si possono mettere le mani nella terra, come il mio buon rifugio in Toscana, in provincia di Siena. È il mio paradiso ideale, coltivo la vite e gli ulivi, mi piace perdere lo sguardo in questo mare rosso e color bruciato, tipico della terra di queste zone, ma anche nelle tinte pastello, nel verde delle colline dolci, nelle onde di vegetazione, nella schiuma fatta dalle foglie dell’ulivo che diventano argentate muovendosi nel vento, nel tintinnio dei grappoli d’uva sui rami. Adoro tutto: l’attesa per il raccolto, il profumo del tino mentre si pesta l’uva, l’odore del fuoco dove si abbrustoliscono le fette di pane, sfregate con l’aglio e l’olio toscano. Ci vado spesso. Quando sono felice e quando sono triste, non ho scadenze, quando sento il bisogno parto e raggiungo mio padre che vive lì e si è trasformato in perfetto contadino. Porto con me mio figlio e insieme ascoltiamo il silenzio bucolico. Questa è la terra del Chianti, ma noi coltiviamo anche del buon Sangiovese: produco solo per la famiglia e gli amici, non ho mai messo in vendita i nostri vini. Ho tanti aneddoti legati a questo luogo. Quelli più belli riguardano mio figlio: mi ricordo che da piccolo si riempiva le tasche con le olive appena raccolte e le portava da zio Franco al frantoio, dove ne ricavavamo l’olio; e lui era felice, poi, di assaggiare l’olio realizzato perché aveva contribuito a farlo. È una sensazione meravigliosa che consiglio a tutti i genitori, perchè il bambino è convinto di aver fatto qualcosa di importante, segue la lavorazione della terra.
Non abbiamo un orto, come va di moda oggi, perché ha bisogno di cure costanti: è come una donna, se lo trascuri ti tradisce. Una volta, invece, la tempesta ha rovinato il raccolto: la natura dà tanto, ma spesso si riprende qualcosa. Non importa, è una lezione anche questa. Intorno alla nostra tenuta vivono gli animali selvatici, soprattutto i cinghiali che a volte, pur se timidamente, attaccano le auto. Siamo anche pieni di scoiattoli che gioiscono con noi quando ci sediamo intorno al desco ad assaggiare i nostri prodotti: le labbra si sporcano del rosso del vino, le chianine, rigorosamente appena scottate, sono sulla brace alimentata da vecchi rami di ulivo, mentre si preparano le bruschette di pane senza sale. In perfetto stile toscano: qui si rivela l’antica furbizia di questo popolo che piuttosto che pagare le tasse sul sale creò il pane “sciapo”. Le nostre riunioni sono feste contadine e familiari, che finiscono in interminabili partite a carte. Mi porto dietro sempre la chitarra: qui ho scritto molte canzoni e poesie, alcune pubblicate, altre finite nei cassetti, ma la mia prima attività è quella di godermi la tranquillità che offre questo posto e che fa bene al cuore. Adesso sono impegnato con il mio programma tv che è anche quello un percorso: nella musica, nell’approccio nel farla, nel riconoscimento come forma d’arte. Non so quale sarà il mio prossimo itinerario: la vita stessa è un viaggio bellissimo, colui che viaggia all’interno dell’anima capirà l’uomo e sé stesso”.