San Bernardo, un museo tutto per i cani in Vallese

Halix, la Grande Dame, è la stella del web, un influencer di nove anni e tanta bellezza da fotografare. Gaiac, Grant e Gandalf sono tre gemellini, hanno occhioni che stregano chiunque e il musetto dolce da cucciolo. Tutti sono cani San Bernardo, tanta morbidezza, forza e altruismo.

I quattro San Bernardo fanno parte della grande famiglia della Fondazione Barry, che a Martigny, in Vallese, gestisce un museo alquanto insolito: quello dedicato al cane nazionale svizzero.

Il museo sui San Bernardo è una via di mezzo tra un rifugio, una scuola, un allevamento
e una mostra, adatto anche ai bambini.

Nelle sale i visitatori possono scoprire tutto della storia del cagnolone e quella del posto, così legata alle imprese epiche di questa razza.

Il museo, su tre piani in un vecchio magazzino militare, a due passi dall’anfiteatro di Martigny, ripercorre le vicende di questi monti e valli, tra reperti antichi, quadri, suppellettili ed esibizioni temporanee.

In particolare, è approfondita la storia dell’Ospizio del San Bernardo: sul Passo del Gran San Bernardo, a 2.469 metri sul livello del mare, nel XI secolo alcuni canonici fondarono un ospizio per fornire riparo a viandanti e pellegrini.

In questi luoghi già dal XVII secolo venivano tenuti grossi cani da montagna per la sorveglianza e la protezione e la loro presenza è confermata dagli archivi dell’ospizio, sin dal 1695. I canonici cominciarono ad allevare i cani per accompagnare i viandanti e soprattutto per salvare gli sfortunati dalla neve e dalla nebbia.

Con al collo il famoso barilotto di liquore, utile a scaldare e rinfrancare i malcapitati, questi molossi dal carattere coccolone e dalla forza da vendere hanno protetto numerosissime persone.

A diffondere la fama del cagnolone San Bernardo in tutta Europa sono stati poi i soldati di Napoleone che attraversarono il passo.

Da quel momento la popolarità del San Bernardo è cresciuta: icona di salvataggio, è diventata anche star del cinema, con molti film a lui dedicati, come il divertente “Beethoven”.

Ma la prima stella di grande importanza fu Barry, un cane che salvò la vita di più di quaranta persone nell’Ottocento legando il suo nome a tante leggende e prestandolo alla fondazione che oggi ha creato il museo e che ne cura l’allevamento.

A Martigny è possibile non solo coccolare questi splendidi esemplari, ma vederli giocare e mangiare, accarezzare i tenerissimi cuccioli, provare a portarli al guinzaglio sotto gli occhi attenti dei loro addestratori.

Alti al garrese almeno 70 cm i maschi e 65 le femmine, possono essere a pelo lungo e corto, i San Bernardo sono cani da famiglia, adatti ai bambini, ma hanno bisogno di molto movimento e spazio, vista la mole.

A Martigny, loro casa ufficiale, i visitatori possono assistere a prove d’abilità canina e fare escursioni nella natura in compagnia dei cagnoloni, che tirano le slitte d’inverno e i carri d’estate.

I cani della fondazione sono inoltre usati per l’assistenza terapeutica, come quelli che visitano i pensionati della casa di riposo della città. Un’altra funzione sociale, oltre a quella tipica del salvataggio, per questi cuccioloni San Bernardo tutti da accarezzare.

Info: www.fondation-barry.ch/it/ www.valais.ch

Foto copyright Fondation Barry ©Valais/Wallis Promotion – Tamara Berger, _Martigny©Switzerland Tourism Giglio Pasqua, ©Valais Wallis Promotion – Stephane Engler

Si ringrazia Fondation Barry e l’ente turistico del Vallese per la concessione delle foto dell’articolo

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