Penisola di Valdés, santuario incontaminato della natura

pinguini di Punta Tombo

Camminano buffi ondeggiando, si buttano in acqua a capofitto, escono dalle tane scavate tra i cespugli e si fermano davanti alle passerelle di legno. Vedere i pinguini da vicino è una di quelle emozioni che restano nel cuore per sempre.

A Punta Tombo, nella penisola di Valdés nella Patagonia argentina, è possibile: tra settembre e marzo, questa diventa la più grande colonia continentale di pinguini di Magellano del mondo. Arrivano a migliaia qui, lungo la riva dell’oceano Atlantico, in una landa semi deserta e dove tira un vento micidiale.

Gli uccelli bianchi e neri scelgono questo posto per riprodursi: circa un milione di esemplari
badano i loro nidi dai predatori, fanno la spola tra la terra e il mare, cercano cibo, prevalentemente pesci e calamari, in mare per i loro cuccioli, sembrano passeggiare tra le buche del terreno e guardare con occhio critico i visitatori bipedi che li osservano dai percorsi
appositi, in legno. Non amano essere avvicinati troppo, anche se sembrano gradire le fotografie e a volte appaiono impettiti davanti all’obiettivi.

Nell’aria risuonano centinaia di grida di richiamo e la spiaggia in fondo alla riserva sembra essere una macchia bicolore nell’azzurro dell’acqua. Ogni famiglia di pinguini vive in grotte di un metro di profondità, costruite dai maschi per attrarre le future compagne che arrivano sulla costa un mese più tardi rispetto ai loro “mariti”. I pinguini sono nuotatori esperti e in acqua raggiungono una velocità di 24 km/h e possono sprofondare fino a 80 m sotto il livello del mare.

A seconda del mese, a Punta Tombo si può assistere a vari eventi: l’arrivo delle femmine e il ciclo riproduttivo nel mese di settembre, la nascita dei cuccioli a novembre, a dicembre le prime incursioni in mare dei cuccioli.

Punta Tombo è un’area naturale protetta di 250 ettari, creata dal governo del Chubut, una delle province dell’Argentina nel 1979 e qui si viene e ci si muove solo nel rispetto dei veri padroni,
i pinguini. All’ingresso della zona, un centro di informazioni con diverse sale che mostrano la vita della fauna sulla costa della Patagonia, vari servici e una sala da tè con vista panoramica. Insieme ai pinguini, a Punta Tombo abitano anche piccole colonie di uccelli marini che vengono anche loro qui a nidificare: gabbiani grigi o australi, stercorari, cormorani reali e quelli dal collo nero, piccioni antartici, diverse specie di sterne e procellarie giganti.

Un vero santuario della natura. Come tutta la penisola di Valdès che regala agli amanti degli animali sensazioni impagabili. Dichiarata Patrimonio dell’Umanità per l’Unesco come Paesaggio Naturale, offre panorami di colori accesi, gli azzurri dell’oceano e del cielo, e una lista unica di uccelli e mammiferi da osservare. Tra il Golfo Nuevo e il Golfo di San Josè, 4000 km2 di natura in tutta la sua maestosità. Gli uomini sono scarsi e le città solo un paio, Trelew e Porto Madryn, poco più di villaggi, oggi ben organizzati per il turismo, che sono le basi ideali per partire con le escursioni nella penisola, per la quale servono almeno un paio di giorni per vedere almeno
gli animali più significativi. Questa zona è il regno della la Balena Franca Australe, che arriva ogni anno tra i mesi di giugno e novembre.

Per cercare di incontrarla, ci si può andare a Puerto Piramides e fare una gita al largo su una delle barche che vengono trainate dalla spiaggia. Bisogna essere fortunati, ovviamente. Ma se dovesse andare male e la balena latitare, ci si può sempre consolare con gli elefanti marini che si trovano nella spiaggia affianco. I loro richiami sembrano essere un suono costante in tutta la penisola: si vedono facilmente e si possono ammirare un po’ dovunque, come ad esempio a Punta Norte.

Qui durante la primavera arriva una numerosa colonia, a cui più tardi nei mesi si aggiungono anche i leoni marini e tra ottobre e aprile ci si può imbattere nelle orche che si avvicinano alle
coste nella ricerca di cibo. Per ammirare gli elefanti e i leoni marini si può andare anche a Punta Cantor e e a Punta Delgada, dove la spiaggia, circondata da scogli profondi, di solito è abitata da cormorani e altre specie autoctone di uccelli, insieme con i mammiferi. E poi, a solamente una quindicina di chilometri da Porto Madryn, tanto che si può venire in bicicletta, c’è l’area protetta di Punta Loma, con una colonia permanente di leoni marini che si possono osservare durante la bassa marea.

Sugli scogli i cormorani asciugano le loro ali al sole, mentre gli altri uccelli marini volteggiano sopra l’acqua. Per chi ama osservarli c’è l’Isla de los Pájaros: a circa 800 metri dalla costa, è abitata da una grande quantità di fenicotteri, aironi bianchi, gabbiani, cormorani e aematopus che possono essere osservati con il binocolo ad alta definizione e l’orientamento del guardaboschi, grazie a escursioni organizzate che sono l’ideale per scoprire al meglio tutta la natura della penisola. Non solo, per gli sportivi ci sono anche altre attività come le immersioni, kayak, trekking o mountain bike. E se non siete ancora sazi di tanti animali selvatici marini, ogni tanto dai cespugli appaiono anche andù e guanachi. Davvero un santuario della natura incontaminata.


 
Foto di Sonja Fager
Info: www.puntatombo.com

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