Orsi da ammirare da vicino a Berna nel BärenPark

A Finn piace fare il bagno nello stagno vicino al fiume, mentre la piccola Ursina adora rosicchiare i rami e Björk
scala i tronchi, sotto occhi umani estasiati. Finn, Ursina e Björk sono una bella famigliola di orsi bruni: papà,
figlioletta e mamma. Vivono in pieno centro a Berna, in uno spazio tutto per loro, sulla riva del fiume Aar, lo
stesso che gli svizzeri amano per tuffarsi e nuotare in estate.

Gli orsi e Berna hanno un rapporto lunghissimo, che si confonde con la legenda della fondazione della città. Il
nome stesso, Bern, deriva dal tedesco orso, Bär, un po’ come un’altra grande città che ha questo animale come simbolo e sullo stemma: Berlino.

A Berna il mito della nascita del primo borgo nel 1191 risale a quando il duca Berthold V di Zähringen uccise un orso nell’ansa del fiume, proprio dove ancora oggi sorge il parco degli orsi. Nel Cinquecento questi animali venivano allevati come portafortuna durante le guerre e nel tardo Ottocento venne costruito per loro un alloggio, vicino ad uno dei ponti più antichi della città, il Nydeggbrucke, diventata la fossa degli orsi.

Questa sistemazione non era confortevole per gli animali, costretti a vivere in uno spazio ristretto, sollevando
polemiche degli animalisti. Ma nel 2009 le cose sono cambiate: è stato creato il BärenPark, il parco su misura
degli orsi. In un’area di circa 600 metri quadrati, estesa dall’ex fossa degli Orsi fino alle rive del’Aar, ci sono piccoli boschetti, molti cespugli, grotte e un ampio stagno, quello che predilige Finn.

Qui la famigliola può muoversi, giocare, arrampicarsi, pescare e anche sottrarsi agli sguardi invadenti del pubblico quando non ha voglia. Altrimenti Finn, Björk e Ursina amano far sorridere con le loro agili movenze, nonostante la stazza, i visitatori del parco e sono diventati un’attrazione molto amata dai bernesi e dai turisti.

Lungo il percorso circolare gli ospiti possono visitare anche la vecchia struttura e il nuovo parco con il suo paesaggio collinare e tanto di grotte e «bagno degli orsi» nell’Aar. Inoltre, dal 2015 l’accesso al parco è più facile grazie al nuovo ascensore inclinato: l’uso è gratuito e consente un rapido collegamento tra le rive del fiume e la parte superiore della riserva.

Si possono prenotare anche visite guidate nel corso delle quali vengono fornite interessanti informazioni sulla storia, sul Parco degli Orsi e sugli orsi stessi, si può anche gettare uno sguardo “dietro le quinte” e scoprire curiosità legate ai tre protagonisti ursini.

Nel dicembre del 2009, Björk e Finn sono diventati genitori di due gemelli, Ursina e Berna: oggi la femminuccia
è rimasta a “casa” con i genitori, mentre il maschietto è andato a vivere in una riserva in Bulgaria, che tiene
in dovuta considerazione il benessere degli animali. Il parco di Berna si tiene in stretto contatto con lo zoo di Dobric per sovraintendere alla vita del piccolo orso ceduto e aiutare a realizzare un parco simile anche lì.

Dopo il letargo invernale, Finn, Björk e Ursina sono già pimpanti e pronti a scalare gli alberi con le foglie
primaverili e a nutrirsi di frutta: alcune web cam seguono passo dopo passo le loro “riscoperte”. Il cibo viene
nascosto loro in cavità, grotte e rami per spingerli a cercarlo e a muoversi naturalmente. E’ severamente vietato
dare loro da mangiare, per non abitaurli a dipendere dai visitori e per nutrirli in modo corretto. Tanto
basta osservare Finn e le sue orse per emozionarsi.

Info www.svizzera.it
https://www.tierpark-bern.ch/
Foto www.svizzera.it, BernTourismus, www.tierpark-bern.ch

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