Kuching, la città dei gatti nel Borneo malese

Un’intera famiglia felina, mamma, papà e cuccioli, è ritratta gigantesca in una delle rotonde più trafficate di Kuching. Subito salta agli occhi che questa città del Borneo malese ha qualcosa di unico e originale: i gatti.

Non è certo una novità, in giro per il mondo molti sono i Paesi, dal Giappone alla Turchia e all’Olanda, che hanno il culto felino, ma Kuching è diversa da tutti e tutto: è proprio a tema gatto.

Già dal nome: Kuching significa in malese proprio gatto, anche se in realtà l’origine è data da un frutto, il mata kuching. Piccolo, a grappoli, tondeggiante e marroncino, una volta aperto rivela una sfera traslucida che ricorda l’occhio del gatto, appunto. In Malesia è molto diffuso e viene usato anche per i succhi, mentre l’albero cresce nel Borneo e ne esistono di tre tipi.

Quando la regione di Sarawak, dove si trova la città, fu annessa alla Malesia dopo l’indipendenza dall’Inghilterra, il governo locale scelse questo nome insolito e il 1 agosto 1988 Kuching è diventata ufficialmente la città del gatto, con tanto di stemma con un ritratto felino.

Ovunque si vada, si trovano statue formato gigante, altre più piccole con micetti che salutano con la zampa destra alzata, alcune poste nei parchi pubblici. E poi nelle insegne, nelle vetrine, nelle illuminazioni, nei murales, persino sui tombini. Un paradiso per ogni gattofilo.

Il divertimento sta nel scovare quante più sculture e omaggi possibile a Kuching. Ad esempio, sulla Promenade, davanti ad un rinomato caffè, si trova un’opera rappresentante gatti di ogni età a grandezza naturale intenti a giocare. Vicino al ponte sul lungofiume si trova un gatto di metallo mentre la Cat Column è al centro di una rotonda con due gatti con la zampa alzata e innumerevoli
fiori di ibiscus rossi, con all’apice lo stemma cittadino.

Tra i più fotografati senz’altro il grande gatto bianco davanti all’ingresso di Jin Padungan Gateway e la famiglia felina alla rotatoria, in fondo al lungofiume. Sarà anche kitsch, ma è diventata il simbolo di Kuching.

Tappa immancabile a Kuching è il museo del gatto, che ospita anche un centro di informazione sui felini, un club per tutti i gattari del mondo, una struttura per congressi, seminari e conferenze ovviamente a tema.

C’è anche il museo vero e proprio con una collezione di oltre duemila oggetti: sculture, quadri, foto, disegni, ritratti, porcellane, vetri, legno e quant’altro, andando a raccontare la storia dall’antico Egitto alle stelle della fantasia come Garfield, Felix e il mitico gatto Silvestro.

Per i malesi, l’animale è dotato di poteri soprannaturali, oltre che come per i cinesi porta fortuna, e al museo di Kuching si celebra anche questo aspetto. Del resto, il gatto più raro del mondo, il Felis Badia, si può trovare solo nel Borneo.

Persino la persona più nota della storia di Kuching era un amante dei gatti: il famigerato
Rajah bianco James Brooke. L’avventuriero e politico inglese fu il governatore del Sarawak e fondò una sorta di dinastia di reggenti.

Brooke fu di ispirazione per molti scrittori, come Joseph Conrad e Rudyard Kipling, e recentemente la sua storia è stata protagonista di un film, “Ai confini del mondo”. Per gli appassionati di saghe avventurose il Rajah è la figura scelta da Emilio Salgari per il nemico acerrimo di Sandokan, rappresentante della Compagnia delle Indie nell’isola di Labuan, l’avamposto coloniale inglese, nei libri dedicati ai pirati della Malesia.

Kuching, essendo la base del vero Brooke, offre al visitatori anche il palazzo Astana, un’elegante residenza sul waterfront. Fu costruito dal figlio di James, Charles Brooke, secondo Rajah bianco, come dono di nozze alla moglie Margaret nel 1870.

Il lungofiume e i suoi immediati dintorni di vie, con il palazzo, il Parlamento, il Fort Margherita, commissionato da James Brooke, alcuni templi, case coloniali e moderni grattacieli, sono il cuore di Kuching, dove non mancano bancarelle di street food, i bazar e ovviamente
e le sculture dei gatti. Un’altra attrazione da non perdere è il ponte Golden Anniversary Bridge che collega le due rive, molto suggestivo con le luci della notte.

Kuching è anche una base utile per andare alla scoperta del parco nazionale di Bako, con la spettacolare natura del Borneo malese, e per visitare il centro di riadattamento di oranghi di Semonggok, nel sud della città. E sperare di vedere un gatto vero, dopo tante statue finte.

Info:
www.malaysia.travel/

Foto dreamstime.com, Pixabay

Articoli correlati:
https://www.latitudinex.com/asia/sabah-con-regrow-borneo-si-preserva-la-natura-malese.html
https://www.latitudinex.com/rubriche/il-gatto-con-la-valigia/gatti-in-giappone-felino-mania-tra-curiosita-e-leggende.html
https://www.latitudinex.com/rubriche/il-gatto-con-la-valigia/turchia-e-gatti-un-grande.html

0 Condivisioni

Lascia un messaggio