Amsterdam, città di biciclette e micetti

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Amsterdam, città di biciclette e gatti. Una delle prime immagini che colpisce il visitatore appena approdato nella metropoli olandese è la distesa di mezzi a due ruote parcheggiati davanti alla stazione, sugli spiazzi laterali, sui moli d’attracco dei traghetti. E’ impressionante e soprattutto viene da chiedersi come si faccia a trovare uno spazio vuoto per legare la propria bici: lo stesso problema che hanno altre città con le auto. E poi ragazzi, anziani, bambini, famiglie, gente con il cane a traino, fattorini impegnati nelle consegne, signore in tacchi e adolescenti con i leggings tagliati al ginocchio: tutti sfrecciano, in qualsiasi ora, sulle piste ciclabili ai bordi delle strade centrali e sui lungo canali.

Se i ciclisti sono un po’ uno stereotipo, vero e reale anche se forse abusato, di Amsterdam, quello che non ci si aspetta mai è che sia una città “gattara”. E invece basta un giro distratto e subito si capisce quanto amore abbiano gli abitanti per i mici. Tutti ben pasciuti, cicciotelli, pronti a farsi ammirare e a volte coccolare. Basta avere l’occhio curioso e attento e si trovano gattoni ovunque. Come quello che dorme rilassato, con tanto di collarino tutto tempestato di diamanti (finti, ovviamente), in una cesta in un angolo di una birreria a pochi metri da
piazza Dam, che sembra uscita direttamente dal Secolo d’Oro, il Seicento, dell’Olanda, con i suoi arrendamenti in legno scuro, l’atmosfera fumosa e il cibo sostanzioso: il micetto mascotte non vi degnerà nemmeno di uno sguardo, anche se lo fotografate più volte, tutto impegnato nel suo sonnellino.

Anche il gattone rosso stile “Romeo, er mejo del Colosseo” degli Aristogatti, vi concederà solo un’annoiata occhiata: ha di meglio da fare lui, tipo annusare entusiasta un motorino parcheggiato in una strada poco lontano dal Bloemenmarkt, il famoso Mercato dei Fiori sul canale Sigel.
Invece il simpatico quadrupede in vetrina di un negozio dalle parti di Spui, zona dello shopping, vi guarderà curioso e si metterà quasi in posa.

Ma il massimo di questa passione gattofila sono i due re del Katten Kabinet (Herengracht 497, www.kattenkabinet.nl), ovvero il museo del gatto. E’ uno dei luoghi più insoliti e diversi di Amsterdam: un vero e proprio regno dedicato ai felini per tutti gli appassionati. Tra l’altro è l’unica casa del Gomito d’oro, l’intrico di canali in centro, ad essere aperta al pubblico e per questo offre anche l’occasione di sbirciare dentro un palazzo d’epoca. Strette scale portano al piano superiore, dove le sale, tutti arredate, sono il trionfo felino in ogni campo artistico: il proprietario in seguito alla morte del suo gatto, J.P. Morgan, volle creare questo luogo particolare collezionando tutto ciò che ricorda i mici, dalle statue egizie ai maneki neko giapponesi propiziatori di fortuna, dai poster dei film alle pubblicità, dai quadri agli oggetti e alle foto di famiglia, dove ovviamente non mancano gli amici con vibrisse e coda.

Sdraiati sui davanzali di una sala o in giro per il piccolo cortile interno, o sonnecchiosi sui divani, ci sono pure i “modelli” in carne ed ossa: uno più disposto a farsi coccolare da un visitatore via l’altro, il secondo più regale nel suo voler far gli affari propri, come la tolette, e non dar corda al pubblico osannante.

C’è un altro angolo segreto di Amsterdam che sembra fatto apposta per incontrare i gatti: il Begijnhof. Un angolo di pace e tranquillità nelle strade più frequentate, si rischia di non conoscerne l’esistenza e anche di non trovare l’entrata. Si varca uno dei due portoni (che rigorosamente chiudono alle 17) e si spalanca un mondo silenzioso, uscito dal passato. Questo insieme di edifici e piccoli giardini risale al XVII secolo e custodisce un’antica confraternita di beghine, ossia di donne che pur non avendo preso i voti si dedicavano a opere di carità per malati e anziani. In questa corte ancorata nel tempo, dove comunque le palazzine sono tutte abitate, si trovano la Engelse Kerk, la Chiesa inglese risalente al 1419, una chiesa cattolica clandestina e la casa più antica di Amsterdam dalla facciata in legno, risalente al Quattrocento. Tra l’erba qualche statua religiosa e qualche ospite felino che se ne sta tranquillo. Perché nell’oasi del Begijnhof, il rumore e il traffico delle biciclette viene lasciato fuori dalle mura.

Foto di Sonia Anselmo
Info www.iamsterdam.com
Si ringrazia www.holland.com

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