So Good, Bordeaux tra gastronomia e saper vivere

Una grande festa inebriante per i sensi, tra profumi, colori e sapori, dove la gastronomia si è unita in un
matrimonio perfetto al saper vivere, alla voglia di gustarsi ogni momento. Ma anche alla capacità, all’estro
creativo, al talento e persino al gemellaggio culturale, dove il verde e il blu dei tricolori italiano e francese
sono sembrati miscelarsi in una comunione di intenzioni, affinità e omaggi reciproci.

Bordeaux So Good è molto più di un festival gastronomico, è un incontro di persone che hanno in comune il piacere di assaporare le cose belle e buone della vita, la passione nel creare piatti e prodotti, la cura quasi maniacale dei frutti della terra e del territorio, il rispetto per le tradizioni e lo sguardo verso il futuro.

In più, come ulteriore valore aggiunto, la città di Bordeaux che ha fatto da palcoscenico ai vari eventi del festival, perfetta per via della sua anima godereccia, fondata sulla viticultura e proprio sul quel saper vivere alla base della rassegna, e dello spirito indipendente nei suoi secoli di Storia, dai Romani ad oggi.

Per tre giorni, dal 16 al 18 novembre 2018, la quinta edizione del Bordeaux So Good ha messo in contatto produttori, chef e semplici appassionati in un vortice di appuntamenti, tutti interessanti e coinvolgenti. Già dalla settimana prima dell’avvio dei lavori, i ristoranti della città che hanno aderito al programma hanno offerto menù speciali e degustazioni legati al liet motiv di quest’anno: la Dolce Vita.

Non solo perché l’Italia è stato il Paese ospite del So Good, ma anche con una sorta di filo rosso in comune tra il nostro modo di intendere la vita e il savoir faire francese, un carpe diem delle papille, un volersi godere il cibo, il vino, ogni istante dell’esistenza.

Proprio l’Italia è stata la protagonista dell’evento di apertura del Bordeaux So Good, la sera del 16 novembre, dentro il palazzo della Borsa, nella scenografica piazza omonima. Il cortile interno dell’edificio si è acceso di luci bianco, rosse e verdi, mentre la fila di gente si contendeva un assaggio al buffet allestito da uno dei migliori ristoranti italiani di Bordeaux, Osteria Pizzeria Da Bartolo: salumi, focaccia, pomodori freschi, parmigiano e un’insuperabile mozzarella di bufala che se non fosse per l’interminabile coda di gaudenti
avrebbe meritato più di qualche bis. Per finire, negli altri stand assaggi di panettone artigianale fatto in Piemonte e condito con una marmellata di bergamotto made in Calabria, in un trionfo di sapori nord-sud, e l’imitabile caffè espresso nostrano, il tutto tra giochi di luci, canzoni tradizionali, film d’epoca con Marcello Mastroianni e allegria.

A sottolineare che l’Italia non sia più solo pizza, sole e mandolino, il giorno dopo ci hanno pensato tre chef stellati, Stefano Baiocco del Grand Hotel Villa Feltrinelli sul Lago di Garda, Antonio Guida del Mandarin Oriental di Milano e Anthony Genovese de Il Pagliaccio di Roma, che hanno proposto, in un seguitissimo show cooking, tre loro creazioni con sempre alla base piatti o ingredienti tradizionali, come il riso, le puntarelle e la carbonara.

Applauditissimi, sono saliti con i loro strumenti del mestiere sul palco della Grande Halle Gourmande, lo spazio principale del festival, sotto gli occhi del patron del So Good, Pierre Gagnaire. Per lui, uno dei più grandi chef da tre stelle della moderna cucina francese, un bagno di folla con la firma di libri e incontri con i fan.

La Grande Halle Gourmande è stata presa d’assalto da gente entusiasta: nell’Hangar 14 affacciato sul fiume Garonna, a pochi metri dalla Cité du Vin, nella zona di Bordeaux trasformata di recente, il vasto spazio su due piani ha
ospitato stand di piccole aziende, banchi per le degustazioni, cucine per gli show cooking, laboratori per i bambini e tantissima passione. Nel produrre gli ingredienti, nel cucinarli e nell’assaggiarli, in un tripudio di profumi, colori e sapori.

L’hangar di So Good è stato diviso in vari villaggi, come quello dedicato ai dolci, quello per il pesce, quello italiano, quello dei Pirenei, con grandi tavolate conviviali al centro dove sedersi ad assaporare molte specialità del territorio di Bordeaux: il vino, ovviamente, ma anche le ostriche del Bassin di Arcachon, a un’ora di treno dalla città, caviale, foie gras, i canelé, i dolcetti tipici.

Moltissime le curiosità da scoprire tra i banchi dei venditori. Come il pane con le albicocche secche e le noci,
i pop corn gourmet, le birre artigianali. E Come La Ferme de Loix, un’unione di alcune fattorie dell’Isola del Ré, sull’Atlantico vicino La Rochelle e Nantes, che hanno creato una serie di formaggi dal gusto intenso e unico, usando esclusivamente i frutti del loro territorio: il latte delle capre che vivono a contatto con l’aria di mare, il sale delle saline locali, le erbe dei campi e persino le alghe della zona. (www.paulgeorgelet.fr).

Sabato sera, poi, Bordeaux So Good ha proposto la Notte dei Banchetti, una serie di tavolate con diversi menù gastronomici e precise tematiche in varie location sensazionali della città, come all’interno della Cité du Vin. Se gli chef stellati italiani sono stati i protagonisti nel palazzo della Borsa, il banchetto musico-gastronomico ha avuto un tocco di originalità in più: svoltosi in vari tempi dentro il Conservatorio, ha presentato un’alternanza di note e piatti, la bravura dei giovani cantanti e musicisti che si sono esibiti in divertenti brani descrittivi del menù presentato, e quella dei quattro chef di Bordeaux, Paul Gouzien, Hugo Lederer, Mathieu Goguet e il Maitre Chocolatier Thierry Lalet, (gentilissimi, insieme allo staff di servizio, a venire incontro anche alle esigenze vegetariane di alcuni ospiti), oltre alla bellezza della vista notturna sull’Abbazia di St Croix, perfetta ciliegina sulla torta di una serata magica.

Ovviamente il So Good ha coinvolto tutta la città di Bordeaux, compresi i rinomati mercati, il lungofiume, i negozi
e le piazze arricchite da palloncini rossi con il logo del festival. Per il quale hanno lavorato oltre 125 chef, più di cento espositori, ci sono state oltre sei mila degustazioni, 20 mila ostriche mangiate, mille e seicento partecipanti alla Notte dei banchetti, cinque mila ospiti alla serata italo-francese e circa 50 mila visitatori totali. Numeri che completano il quadro di una città già splendida di suo, meta ideale per i cultori dell’enogastronomia e della bella vita, e che dà appuntamento al Bordeaux So Good del prossimo anno.

Come arrivare: Air France mette in collegamento le città italiane con Bordeaux, sia con voli diretti, come con Roma tre volte alla settimana, che tramite Parigi. Info www.airfrance.it

Info: www.bordeaux-tourisme.com
www.bordeauxsogood.fr
www.france.fr

In collaborazione con www.france.fr, www.airfrance.it, www.bordeauxsogod.fr, www.bordeaux-tourisme.com

Foto di Sonia Anselmo

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