Panettone, il gusto del Natale si festeggia a Roma

Il gusto delle Feste ha un profumo inebriante e un antico retaggio. Il panettone ha saputo uscirne vincitore dalle mode passeggere, rielaborando la ricetta, adeguandosi alle novità ma rimanendo sempre se stesso, anzi riscoprendo l’artigianalità del prodotto rispetto alla commercializzazione.

Innovazione e tradizione vanno a braccetto anche nella manifestazione dedicata, Panettone
Maximo 2021, che si svolge a Roma domenica 5 dicembre, a Boscolo Circo Massimo. Si
tratta della terza edizione del Festival del Panettone e vuole celebrare il dolce come prodotto
artigianale che racchiude il calore, la ricchezza e la bontà delle Feste Natalizie.

Tante saranno le attività in programma per quest’anno che avrà come tema conduttore il valore dell’artigianalità: adulti e bambini potranno scoprire le migliori produzioni di Roma in materia di grandi lievitati, oltre ad un mercato natalizio che comprenderà banchi di degustazione dei panettoni, show cooking di grandi pastrychef della ristorazione, talk di approfondimento sul tema dell’artigianalità e un contest mozzafiato che vedrà in gara le migliori pasticcerie della Capitale e del Lazio le quali, oltre ad essere valutate da una giuria di pasticceri di calibro mondiale, giornalisti ed esperti di pasticceria, potranno essere votate anche dal pubblico presente per l’assegnazione di un Premio Speciale.

Sono ventidue le pasticcerie presenti all’evento e in gara nella competizione che decreterà il “Miglior Panettone di Roma”, in due differenti categorie: panettone
tradizionale e panettone al cioccolato.

Alla giuria, composta dai più autorevoli esperti del settore, verranno sottoposti dei panettoni rigorosamente senza etichetta o segni di riconoscimento, per ciascuna pasticceria concorrente. Al termine degli assaggi, sarà proclamato il panettone vincitore. Saranno assegnati anche tre premi speciali: miglior packaging, miglior comunicazione e premio del pubblico.

Gli ingredienti principali devono essere: farina di frumento; zucchero; uova di gallina di categoria “A” o tuorlo d’uovo o entrambe, in quantità tali da garantire non meno del 4% in peso in tuorlo; percentuale di materia grassa butirrica non inferiore a 16; uvette e scorza di agrumi canditi (arance e cedri), non devono scendere al di sotto della soglia del 20%; lievito naturale costituito da pasta acida. Al resto ci pensa la fantasia e la creatività dei maestri pasticceri impegnati nella gara del panettone artigianale.

Sulle nostre tavole delle Feste, il panettone ha un origine non accertata, legata a due leggende. La prima vuole che il debutto fu alla corte di Ludovico Sforza il Moro: incaricato dal Duca di preparare un sontuoso pranzo di Natale per i nobili dei dintorni di Milano, il cuoco dimenticò per errore un dolce nel forno. Diventato ormai inservibile, un piccolo sguattero di nome Toni propose una soluzione: servire un dessert che aveva preparato con quanto rimasto in dispensa, un po’ di farina, burro, uova, qualche uvetta e scorsa di cedro. Una volta portato davanti ai commensali, con il cuoco a spiare la reazione dietro una tenda, tutti furono entusiasti e Ludovico volle sapere il nome di quella ghiottoneria, venne rilevato il segreto: L’è ‘l pan del Toni, disse il cuoco. Da allora il pane di Toni divenne nei secoli il panettone.

La seconda leggenda invece è legata a un falconiere, un certo Messer Ulivo degli Atellani, che era innamorato della bellissima figlia di un fornaio della Contrada delle Grazie a Milano. Si fece assumere dal padre come garzone e per incrementare le vendite inventò un nuovo dolce impastando la migliore farina del mulino, uova, burro, miele e uva sultanina. Il risultato fu un enorme successo e il messer riuscì a sposare la sua adorata.

In realtà, secondo alcuni documenti, il panettone sarebbe esistito già nel XV secolo quando per il giorno di Natale ricchi e poveri potevano mangiare lo stesso pane speciale, di lusso, fatto con puro frumento, spezie, burro, miele e zibibbo, regalo dei fornai ai loro clienti.

La tradizione si è tramandata: nel Settecento furono moltiplicati i forni che lo creavano e nell’Ottocento, durante l’occupazione austriaca, divenne un’abitudine tanto che il governatore di Milano, Ficquelmont, lo donava al principe Metternich. Nel Novecento con la crescente industria il panettone divenne alla portata di tutti, commercializzato e esportato.

Oggi, dopo decenni di vendite nei supermercati, si assiste ad una riscoperta di quello artigianale, come dimostra la manifestazione romana. Il panettone resta ancora il re del gusto
delle Feste.

Info: www.panettonemaximo.it

Foto Panettone Maximo e pixabay

Si ringrazia l’ufficio stampa di Panettone Maximo per la concessione delle foto per l’articolo

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